REMNANT Rivista

Vita cristiana

L’opera compiuta di Cristo

Numero originaleThe Heartbeat of The Remnant · Primavera 2019 · Volume 23 · Numero 1
Una scena della crocifissione che mostra Gesù sulla croce con soldati e spettatori
Quando Gesù ebbe dunque ricevuto l’aceto, disse: «È compiuto»; e chinato il capo, rese lo spirito. –Gv 19:30

Mentre sviluppavamo questo articolo nel corso dell’ultimo anno, siamo diventati sempre più consapevoli del crescente interesse per questo argomento. Sono stati scritti, o si stanno scrivendo, vari saggi e opuscoli. Alcuni scritti dibattono specifiche teorie dell’espiazione, mentre altri ragionano su vari termini o versetti biblici. Quali idee e affermazioni riguardo all’espiazione si trovano negli insegnamenti chiari della Scrittura, e quali sono fraintendimenti o interpretazioni errate?

I. L’espiazione

Il termine espiazione viene solitamente inteso per spiegare tutto o una parte di ciò che è avvenuto spiritualmente (per il credente) quando Cristo ha attraversato la sofferenza, la morte e la risurrezione. Talvolta il termine espiazione viene usato per definire ciò che porta uomini e donne a essere «un tutt’uno» con Dio. In che modo quell’evento storico continua a influire su di noi oggi, circa 2.000 anni dopo?

In queste discussioni si tende a dimenticare che l’opera compiuta di Cristo comprende molteplici aspetti, ciascuno dei quali produce un effetto diverso per il credente oggi. Questi diversi aspetti includono la sofferenza di Cristo, il suo sangue, la sua morte, la sua sepoltura, la sua risurrezione e la sua ascensione.

a. La sua sofferenza

La sua sofferenza comprende l’angoscia fisica, emotiva e mentale che ha sopportato e che è culminata con la sua morte sulla croce. Qui vediamo che …bisognava che Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti il terzo giorno… e che nel suo nome si predicassero il ravvedimento e il perdono dei peccati… –Lc 24:46-47. Il servo sofferente, così come è raffigurato nell’intero capitolo 53 di Isaia, offre un’immagine vivida di questo aspetto dell’espiazione. Isaia lo descrive come …trafitto a causa delle nostre trasgressioni, [e]… fiaccato a causa delle nostre iniquità: –Is 53:5. Qui troviamo anche la realtà che per le sue lividure siamo guariti. –Is 53:5. Infine, vediamo che fu oppresso e afflitto… –Is 53:7, e che sopportò …la fatica della sua anima… –Is 53:11

Notiamo ancora alcuni dei molti passi che parlano della sua sofferenza: Poiché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio… –1Pt 3:18; Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì –Eb 5:8; Poiché conveniva a colui, per il quale sono tutte le cose e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel condurre molti figli alla gloria, rendere perfetto mediante le sofferenze il capo della loro salvezza –Eb 2:10.

Uno scopo talvolta dimenticato della sofferenza di Gesù è che, come credenti, siamo chiamati a identificarci con la sua sofferenza, come mostrano i seguenti passi: Poiché, come abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così per mezzo di Cristo abbonda anche la nostra consolazione –2Cor 1:5; …se pure soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui –Rm 8:17; per conoscere lui, la potenza della sua risurrezione e la comunione delle sue sofferenze, diventando conforme alla sua morte –Fil 3:10.

b. Il suo sangue sparso

Il fatto che il sangue di Cristo sia stato sparso per l’espiazione dell’uomo peccatore richiede un’attenta considerazione quale aspetto vitale specifico dell’insieme. Naturalmente è incluso nei punti a. e c., ma la Scrittura dedica molta attenzione anche a questa parte particolare. Forse occorrerebbe un intero libro per esporre questo aspetto, ma su questo punto dovremmo notare una cosa. È con lo spargimento del sangue di Gesù che abbiamo la soluzione specifica di Dio per il perdono dei nostri peccati, espressa qui con le parole di Gesù stesso: Poiché questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati –Mt 26:28.

Nei capitoli 9 e 10 della Lettera agli Ebrei troviamo una spiegazione molto dettagliata di come i «sacrifici di sangue» dell’Antico Testamento non fossero perfetti in sé, ma fossero piuttosto un «tipo» che prefigurava il sacrificio perfetto: Gesù, l’Agnello di Dio. È in questo contesto che troviamo questa affermazione: …quasi ogni cosa è purificata col sangue, secondo la legge; e senza spargimento di sangue non c’è perdono. –Eb 9:22. È particolarmente importante ricordarlo quando consideriamo che alcuni sostengono che Dio avrebbe semplicemente potuto perdonare il peccato senza morte o spargimento di sangue, se avesse voluto. Queste persone usano come testo di prova il racconto di Matteo 18:23-35. Faremmo bene a considerare che questo racconto rivela il «perché» (la compassione) dell’esito, non il «come» dei dettagli. Non possiamo estrapolare questo racconto dal contesto della Scrittura e costruire una dottrina che contraddica tutto il resto della Scrittura. Pertanto concludiamo che, nell’ordine stabilito da Dio, egli ha disposto che il peccato debba essere lavato via con il sangue di Cristo: E da Gesù Cristo, il quale… ci ha lavati dai nostri peccati col suo sangue, –Ap 1:5.

Poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha presentato come propiziazione mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza per i peccati commessi in precedenza –Rm 3:23-25. Qui vediamo che per chiunque di noi abbia peccato (cioè per TUTTI noi), la propiziazione è resa possibile mediante la fede nel suo sangue (il sangue di Gesù).

c. La sua morte

Gesù disse: …io depongo la mia vita per le pecore –Gv 10:15, e disse ancora: …io depongo la mia vita per riprenderla poi. Nessuno me la toglie, ma la depongo da me. Ho il potere di deporla e il potere di riprenderla… –Gv 10:17-18.

Ma vediamo Gesù, che è stato fatto di poco inferiore agli angeli a motivo della sofferenza della morte, coronato di gloria e d’onore, affinché per la grazia di Dio gustasse la morte per tutti. Poiché conveniva a colui, per il quale sono tutte le cose e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel condurre molti figli alla gloria, rendere perfetto mediante le sofferenze il capo della loro salvezza. –Eb 2:9-10. Quando partecipate alla comunione, …voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga –1Cor 11:26.

Ignorate forse che noi tutti, che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati sepolti con lui mediante il battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. –Rm 6:3-4

È durante questo periodo della vita terrena di Gesù che la sua parte terrena e mortale si separò da quella celeste, eterna e immortale.

d. La sua sepoltura

Notiamo ancora, come già accennato sopra, la verità che Noi dunque siamo stati sepolti con lui mediante il battesimo nella morte… –Rm 6:4. Sebbene tutti questi aspetti facciano parte dell’insieme, la sepoltura rappresenta …un chicco di grano cada in terra e muoia… –Gv 12:24. Prima la fine della vita (lo spargimento del sangue), poi la morte, quindi la sepoltura e infine la risurrezione. La sepoltura conferma che la morte è avvenuta. Segna la definitività, la chiusura e la fine di ciò che c’era prima. È l’intervallo necessario tra la morte e la risurrezione.

È anche il momento in cui Gesù entra nell’Ades, il luogo delle anime dei defunti, del quale ci vengono offerti solo alcuni scorci in diversi passi della Scrittura.

e. La sua risurrezione

Nella sua risurrezione siamo risuscitati con lui a novità di vita. (Romani 6:4) …nel quale anche siete risuscitati con lui mediante la fede nell’opera di Dio, che lo ha risuscitato dai morti –Col 2:12. Così, nella sua risurrezione siamo risuscitati con lui dalla morte (se prima eravamo morti) e ci viene data la forza di camminare in novità di vita (la forza di vincere il peccato).

Gesù risorto appare davanti alle guardie presso il sepolcro

f. La sua ascensione

Nella sua ascensione comprendiamo che …fu elevato; e una nuvola lo accolse, sottraendolo ai loro sguardi. –At 1:9. È grazie al fatto che ha lasciato questa terra che oggi abbiamo molti aspetti fondamentali per la vita del credente. La presenza dello Spirito Santo è stata resa possibile una volta che Gesù ha lasciato questa terra. Abbiamo la promessa che egli è andato a prepararci una dimora migliore, perché un giorno ci uniamo a lui nella gioia eterna. Abbiamo Gesù seduto alla destra del trono di Dio, che intercede per noi. Gesù svolge il ruolo del nostro misericordioso Sommo Sacerdote, uno che conosce e comprende ogni nostra necessità e difficoltà, poiché ha vissuto sulla terra peccaminosa in un corpo mortale.


Cominciamo così a vedere come ogni parte dell’espiazione produca un risultato diverso per il credente e come ogni parte sia soltanto questo: UNA PARTE. Una parte dell’insieme. Una parte dell’opera compiuta di Cristo. Ciascuno di questi elenchi potrebbe continuare per pagine e pagine, enumerando tutte le benedizioni e i benefici che rende possibili per il credente. Per ragioni di spazio ci fermiamo qui per ora e proseguiremo con il resto dell’articolo, ma speriamo che questo stimoli ciascuno di noi a meditare ulteriormente su questi argomenti nella Parola di Dio.

II. Affermazioni comuni non conformi alla Bibbia

Ci sono alcune affermazioni popolari che possiamo sentire riguardo all’espiazione e che non descrivono accuratamente ciò che insegna la Scrittura. Ma poiché sono diffuse nelle nostre conversazioni, o magari sono persino le parole di un canto noto, possono distorcere la nostra comprensione dell’opera compiuta di Cristo. Consideriamo, per esempio, le seguenti affermazioni:

a. «Cristo ha preso il mio posto sul Calvario».

Può sembrare una conclusione logica, perché egli è morto per noi, …il giusto per gli ingiusti… –1Pt 3:18. ed è morto affinché noi vivessimo. Non c’è dubbio che lo abbia fatto per noi, ma la preposizione per può essere intesa in diversi modi. Può significare al mio posto oppure a mio favore. La maggior parte della Scrittura sottolinea chiaramente che egli è morto a mio favore, mentre l’idea di una sostituzione diretta è meno chiara. Sottolineare la sostituzione ci porta a questo concetto: è morto al mio posto, perciò io non ne ho bisogno. Se questo diventa il modo principale di pensare all’espiazione, potremmo non cogliere ciò che è altrettanto importante: poiché egli è morto, anch’io devo morire con lui. Cfr. Rm 6:1-11

b. «La colpa del mio peccato è stata posta su Cristo».

Ci sono passi che parlano di Cristo che porta i nostri peccati. Così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti… –Eb 9:28 e egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno… –1Pt 2:24. Ma qual è la corretta interpretazione dell’espressione «portare i nostri peccati»? NON troviamo nella Scrittura alcun sostegno all’idea che la colpa del mio peccato sia stata trasferita a Cristo. Cristo offrì se stesso come sacrificio per il peccato (Eb 10:10-12), come propiziazione per i nostri peccati (1Gv 2:1), per togliere il peccato e persino per essere il perdono del peccato. Questa grande opera di risoluzione del problema del peccato fu compiuta senza che egli perdesse mai la sua condizione di Agnello senza difetto.

C’è un passo su questo argomento che dovremmo notare: Poiché egli [Dio] ha fatto essere peccato per noi colui [Gesù] che non ha conosciuto peccato… –2Cor 5:21. Quando esaminiamo la parola greca tradotta in questo versetto con «peccato» e confrontiamo questo passo con tutte le altre Scritture, sembra che il significato voluto dell’espressione essere peccato sia definito più chiaramente come essere un sacrificio per il peccato. L’anima di Cristo non fu macchiata dalla colpa del nostro peccato, altrimenti non avrebbe potuto conservare la sua condizione …di agnello senza difetto né macchia –1Pt 1:19. Un’interpretazione corretta del senso in cui egli prese su di sé i nostri peccati è che si assunse l’onere di risolverli.

c. «Ha preso su di sé l’ira di Dio».

Riguardo all’ira di Dio, sappiamo che …chi non crede al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui –Gv 3:36; …l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia –Rm 1:18; …eravamo per natura figli d’ira, come gli altri –Ef 2:3.

Tuttavia, l’espiazione è stata compiuta e poi, in Romani, leggiamo: Molto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui –Rm 5:9. È quindi chiaro che l’ira di Dio nei nostri confronti a causa del peccato è ora allontanata quando siamo giustificati per il suo sangue. Tuttavia, la Scrittura non dice che Cristo abbia subìto l’ira di Dio. Può sembrare una conclusione logica che, se l’ira è stata allontanata e si stava compiendo l’espiazione, allora l’ira di Dio per il peccato debba essere ricaduta su Cristo, ma le Scritture non lo affermano. Se consideriamo il racconto di Abramo che offre suo figlio Isacco, non vi fu ira da parte di Abramo. Infine, Dio era «in Cristo, riconciliando a sé il mondo»; qui si sottolinea che il sacrificio di Cristo per togliere il peccato ci dimostra il grande amore che il Padre ha per noi.

d. «Dio non guarda più me; vede soltanto Cristo».

L’espiazione non dovrebbe essere considerata, come forse fanno in molti, un mantello che copre il peccato. Talvolta la si esprime anche così: «Poiché Cristo è morto sulla croce per il mio peccato e io credo in lui, ora Dio vede soltanto la giustizia di Cristo. Quando Dio mi guarda, non vede più il mio peccato: vede soltanto la giustizia di Cristo». Questa visione è gravemente errata e il suo frutto è che molti diventano compiacenti e tolleranti verso il peccato nella propria vita. Mediante l’espiazione in Cristo, Dio ci ha reso disponibile tutto ciò che serve per essere purificati e santificati, ma no, Dio non accredita la giustizia di Cristo sul nostro conto. Lo scopo di Dio nell’espiazione era renderci giusti purificando il nostro peccato. Dobbiamo considerarci morti al peccato e viventi per Dio. Questo non significa che abbiamo raggiunto uno stato di perfezione, ma permettiamo che l’espiazione continui a operare efficacemente nella nostra vita.


Per ora, nella sezione III, presentiamo affermazioni riassuntive, mentre nelle sezioni IV e V ci limitiamo a inserire i sottotitoli. Se il Signore vorrà, potremo sviluppare ciascun punto più approfonditamente in un articolo futuro. Nel frattempo, incoraggiamo ciascuno a studiare personalmente la Bibbia per comprendere più pienamente l’intero insegnamento della Scrittura sull’argomento. Infine, desideriamo sinceramente che ciascuno di noi presti attenzione a non lasciarsi ingannare dalle molte voci, esterne e interiori, che Satana vuole usare per allontanare la chiesa di Gesù Cristo da …la fede che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre. –Gd 1:3

III. Ciò che l’espiazione NON fa

a. NON trasferisce la colpa da una persona a un’altra

Come abbiamo detto sopra, la nostra colpa non ha macchiato l’anima di Cristo. Egli ha provveduto all’espiazione affinché i nostri peccati potessero essere perdonati. Ha offerto, o è stato fatto diventare, un sacrificio per il peccato; è stato ferito per le nostre trasgressioni e, mediante questo atto, il nostro peccato viene purificato e la nostra colpa rimossa, senza che egli diventi colpevole al nostro posto.

b. NON trasferisce la giustizia da una persona a un’altra, da Cristo a noi

Per mezzo di Gesù, nostro Signore, riceviamo ogni cosa che riguarda la vita e la pietà, donataci. Possiamo dire che la nostra giustizia è soltanto in lui, ma non diciamo che la sua giustizia venga in qualche modo accreditata sul nostro conto quando siamo carenti. Si veda anche più avanti il tema del camminare nella luce.

c. NON ci protegge dai danni e non costruisce intorno a noi una siepe di protezione

Il nostro Padre sovrano ci protegge secondo la sua volontà. La nostra protezione non deriva dall’espiazione; deriva piuttosto dal nostro rapporto con Dio, mentre camminiamo per fede nell’ubbidienza e ci avviciniamo a lui. Dio protegge, secondo la sua volontà, coloro che gli appartengono. Non c’è alcuna garanzia che non accadranno cose brutte; Dio promette invece che sarà con i suoi figli in qualunque cosa permetta loro di attraversare.

d. Non tiene Satana lontano da noi

È il Padre a farlo secondo la sua volontà (si vedano Giobbe 1 e 2, e anche 1 Cor 10:13). Non abbiamo bisogno di «invocare il sangue per la nostra protezione», come se il sangue di Cristo fosse un mezzo per respingere le potenze malvagie. Abbiamo l’armatura di Dio, lo scudo della fede e la spada dello Spirito, insieme a ogni preghiera, per vincere le potenze delle tenebre.


IV. Ciò che l’espiazione FA

  1. Riconcilia
  2. Prepara un sacrificio per il peccato
  3. Provvede un’offerta per il peccato
  4. Redime
  5. Riscatta
  6. Provvede il perdono dei peccati
  7. Provvede la remissione dei peccati
  8. Ci purifica
  9. Permette a Dio di considerarci irreprensibili
  10. Ci rende giusti agli occhi di Dio
  11. Fa sì che i credenti diventino parte della famiglia di Dio
  12. Fa sì che i credenti diventino fratelli e sorelle

V. Che cosa fu compiuto completamente

  1. La sua sofferenza
  2. Le sue tentazioni
  3. Le sue opere sulla terra: la sua predicazione e il suo insegnamento
  4. Il sistema sacrificale: sacrifici che non possono mai togliere i peccati –Eb 10:11
  5. La legge: è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo… –Gal 3:24
  6. L’accesso limitato a Dio: E il velo del tempio si squarciò in due… –Mc 15:38

Riferimento alla rivista

L’opera compiuta di Cristo. Larry Zook – Kalona, IA Curvin L Wenger – Dalton, OH. The Heartbeat of The Remnant, Primavera 2019 · Volume 23 · Numero 1. Pagine di origine 29–32.

The Berean Voice

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