REMNANT Rivista

Risveglio spirituale

La Chiesa deve prima ravvedersi

Numero originaleThe Heartbeat of The Remnant · luglio/agosto 2004 · Volume 10 · Numero 4

«Tutti quelli che amo, li riprendo e li correggo: sii dunque zelante e ravvediti.»
Apocalisse 3:19

La presenza della parola «Ravvediti» nei messaggi alle Sette Chiese è davvero straordinaria. Nella mente del cristiano medio, la parola ravvedimento è associata ai peccatori, non ai cristiani professanti. Eppure, la parola usata in tutto il Nuovo Testamento nel presentare il messaggio evangelico ai peccatori è proprio la stessa che il nostro Signore ripete nei Suoi messaggi alle Sette Chiese.

La parola «Ravvediti» ricorre più di sette volte in questi sette messaggi. È omessa in due di essi: Smirne, la Chiesa povera e perseguitata — perché una chiesa perseguitata è generalmente purificata — e Filadelfia, la Chiesa fedele, quella che aveva custodito la fede. Il sostantivo «metanoia» (ravvedimento) è definito in vari modi: cambiamento di mente, cambiamento di cuore, cambiamento di atteggiamento o cambiamento di direzione.

Tenendo a mente queste informazioni, esaminiamo gli usi del verbo nell’Apocalisse.

  1. Nel primo messaggio, Efeso è descritta come una chiesa operosa, che lavora pazientemente per Dio ed è perfettamente sana nella dottrina. «Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza, e so che non puoi sopportare i malvagi; hai messo alla prova quelli che si definiscono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Hai sopportato, hai avuto costanza e hai faticato per amore del mio nome, senza stancarti. Ma ho questo contro di te: hai abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti....»
  2. Il (terzo) messaggio a Pergamo rimprovera la chiesa perché mangia carne sacrificata agli idoli, pratica la fornicazione e aderisce alla detestata dottrina dei Nicolaiti. «Ravvediti!»
  3. Anche Tiatira è rimproverata nel quarto messaggio. E ancora una volta viene esortata al ravvedimento.
  4. Anche alla Chiesa morente di Sardi viene comandato di ravvedersi.
  5. E anche Laodicea viene esortata a ravvedersi.

Prima di passare all’applicazione di questi messaggi, è opportuno considerare la natura della parola «Chiesa», semplicemente perché molti la rifiutano come applicabile a una Chiesa realmente cristiana. «Ekklesia», la parola usata, può essere interpretata come «assemblea» o «adunanza di persone chiamate fuori», oppure come «convegno», nel senso migliore della parola (cioè, convocato). Ricorre più di cento volte nel Nuovo Testamento ed è sempre tradotta con «Chiesa», tranne nei casi che riguardano l’assemblea civica di Efeso.

Nella traduzione dei Settanta dell’Antico Testamento, la parola Ekklesia è usata insieme al termine greco per Sinagoga per tradurre l’ebraico Kahal, fatto che getta ulteriore luce sull’argomento. Nell’Antico Testamento, infatti, Kahal è usato in vari modi per indicare un’assemblea d’Israele o di una tribù convocata, oppure un’assemblea riunita per il culto.

Che usiamo dunque la parola «Chiesa» per indicare la Chiesa professante in generale o la Chiesa effettiva dei credenti, ci sono lezioni da imparare.

È studiando il messaggio alla Chiesa dei Laodicesi che troviamo il nostro messaggio.

La condizione della Chiesa di Laodicea corrisponde esattamente alla situazione odierna della cristianità.

«Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Magari tu fossi freddo o fervente! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca. Tu dici: “Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla”, e non sai invece di essere infelice, miserabile, povero, cieco e nudo.... Tutti quelli che amo, li riprendo e li correggo: sii dunque zelante e ravvediti. Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ode la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me»

È possibile applicare questo alla condizione spirituale dei credenti? Vediamo. Innanzitutto, Laodicea era una ekklesia, un’assemblea riunita per il culto. In secondo luogo, si suggerisce che questa chiesa avesse un rapporto particolare con il Signore, in virtù delle parole: «Tutti quelli che amo, li riprendo e li correggo».

«Il Signore corregge quelli che ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli. Sopportate queste correzioni: Dio vi tratta come figli. C’è forse un figlio che il padre non corregga? Se invece siete senza correzione, della quale tutti hanno avuto la loro parte, siete bastardi e non figli.» (Ebrei 12: 6-9)

Questo mi induce a pensare che il rimprovero rivolto a Laodicea possa essere applicato a buon diritto ai credenti. Tiepidità, autocompiacimento, scarso impegno, allontanamento, formalismo, indifferenza, presunzione, avidità di ricchezze, mondanità, orgoglio, autoinganno, indigenza spirituale, cecità e mancanza di visione, essere trasparenti come il vetro: queste sono le caratteristiche di Laodicea, ed esse abbondano oggi.

Che cosa penserebbe chiunque di una persona che possedesse tutte queste caratteristiche? ...Sicuramente sarebbe il credente più sviato che ci sia! Ma consideriamo la situazione nel suo insieme.

  • Ci sono cristiani tiepidi nella tua chiesa?
  • Ce ne sono di compiaciuti di sé?
  • Ce ne sono di indifferenti?
  • Ce ne sono di presuntuosi?
  • Ce ne sono di sviati?
  • Ce ne sono di formalisti?
  • Ce ne sono di poco convinti?
  • Ce ne sono di avidi di denaro?
  • Ce ne sono di mondani?
  • Ce ne sono di orgogliosi?
  • Ce ne sono di autoingannati?
  • Ce ne sono di spiritualmente indigenti?
  • Ce ne sono di privi di visione?
  • Ce ne sono di spudorati?

Messe insieme, queste caratteristiche non fanno una bella impressione. Se la maggioranza dei membri della tua chiesa manifesta la maggior parte di questi segni di povertà spirituale, allora la tua chiesa è una chiesa di Laodicea.

E se la maggioranza delle chiese del tuo distretto si è così allontanata, allora tutto ciò che è stato detto a Laodicea si applica al tuo vicinato. Che cosa faresti con un singolo cristiano così sviato nel cuore e nella vita? Per prima cosa pregheresti per lui. Cercheresti di mostrargli il suo bisogno. Cercheresti di far sì che si preoccupasse del suo bisogno. Gli indicheresti la vita più abbondante. Gli diresti che il Calvario significa potenza e che Cristo lo ristabilirà.

Tutto ciò che è stato detto dei singoli si applica con pari forza ai gruppi più ampi nei quali i singoli cristiani trovano il loro posto. La vita della maggior parte delle chiese e delle associazioni è al di sotto della norma, stentata nella crescita, paralizzata anziché potente. Qual è il problema? È semplicemente un allontanamento generalizzato.

Una volta un agnostico disse all’autore: «Credo che sarei cristiano [se non fosse] per i cristiani». Si racconta che un altro uomo di idee comuniste abbia detto a un pastore: «Ho stima per il vostro Gesù, ma sono certo di non vedere alcun legame tra Lui e la vita della vostra chiesa».

Le chiese e tutti gli altri gruppi di cristiani sono proprio come i singoli: o crescono nella grazia, oppure si allontanano. Tale allontanamento è spesso un circolo vizioso, perché la povertà spirituale produce mondanità e la mondanità porta a una povertà spirituale ancora maggiore.

Poco a poco, la chiesa perde la presa sulle cose essenziali, diventa un circolo sociale, si addormenta o devia bruscamente dalla propria strada. In tutto il mondo troviamo chiese addormentate e, tutt’intorno, masse affamate del Vangelo. Invece di fare la cosa più importante, evangelizzare le masse, si dedicano a una sconcertante varietà di passatempi: a tutto tranne che alla cosa essenziale.

È piaciuto al Signore intervenire talvolta per ricondurre il Suo popolo a una vita più normale. Questo si chiama risveglio. Va notato che il risveglio riguarda esclusivamente i credenti e non è una campagna evangelistica, come molti sembrano pensare, sebbene un simile sforzo evangelistico possa essere il risultato del risveglio tra i cristiani.

Il più grande bisogno delle chiese oggi è il risveglio.

Il risveglio riguarda naturalmente i singoli oltre che le chiese e, in questi casi, viene spesso chiamato «resa completa», «cuore puro» o «vittoria sul peccato»: il termine non ha grande importanza, purché riconosciamo che l’esperienza consiste semplicemente nell’abbandonare un’esperienza al di sotto della norma per vivere la normale vita cristiana. Questo è il risveglio individuale.

Tornando alle parole della Scrittura, troviamo che il messaggio del Signore è schietto e potente. «Ti consiglio...» Non ci si può sbagliare su ciò che il Signore pensa di quella Chiesa. La Sua denuncia: «Dici di non aver bisogno di nulla» è accompagnata dall’offerta di oro puro al posto delle scorie, di vesti al posto della vergogna e di un collirio per curare la cecità.

Ancora... il ravvedimento! Che cosa significa? Sii zelante e cambia la tua mente distorta, cambia il tuo cuore sviato, cambia il tuo atteggiamento sbagliato, cambia la direzione contraria. Ravvediti! L’esortazione successiva unisce tenerezza e urgenza: «Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ode la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me». Questo appello, predicato così spesso ed efficacemente ai peccatori non rigenerati, sarebbe ancora più efficace rivolto ai credenti nella Chiesa.

È il Signore Cristo che sta fuori dalla porta della Chiesa di Laodicea. Bussa con pazienza e tenerezza. Pochi lo sentono e molti di quelli che lo sentono sono troppo occupati in altre cose per aprire la porta. E spesso quelli che sono ansiosi di aprirla sono ostacolati da altri che si mettono di mezzo. Eppure continua a bussare.

Per il singolo, c’è una consolazione meravigliosa. Cristo non dice: «Se persuaderai tutti gli altri a lasciarmi entrare», ma piuttosto: «Se qualcuno ode la mia voce». La responsabilità individuale è altrettanto grande per il risveglio quanto per la salvezza. Accogliere Cristo nel cuore significa risveglio per chi lo fa.

Se «il risveglio è la ricezione, da parte della chiesa, della vita abbondante», il risveglio è anche la ricezione della vita abbondante da parte del singolo. Il risveglio è sempre cominciato con l’ubbidienza dei singoli. Quattro giovani, insieme a singoli sparsi per tutta la provincia, ottennero con la preghiera il Risveglio dell’Ulster del 1859. Evan Roberts e altri singoli servitori di Dio ottennero con la preghiera il Risveglio gallese del 1904. Dio accese piccoli fuochi qua e là nei cuori dei singoli e, quando divennero numerosi, il luogo prese fuoco. Andrew Gih, ascoltando l’appello rivolto da Paget Wilkes a Shanghai, non aspettò che il resto della Cina fosse scosso. Aprì il cuore al risveglio e Dio si è servito di lui come evangelista del risveglio da allora in poi. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi.

«Se qualcuno ode la mia voce, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me». Il risveglio deve cominciare da qualche parte. Deve cominciare in qualche cuore. Chissà che non possa cominciare proprio da te?

Molti cristiani aspettano un risveglio collettivo... qualcosa che venga subito etichettato come «risveglio». Dio aspetta che i singoli siano scossi, e aspetta te. Guarda le cose nella giusta prospettiva. «Se qualcuno....»

La Chiesa sarà scossa quando saranno scossi i suoi membri. Chi farà parte dell’avanguardia del risveglio? E così resta il fatto che il risveglio è il più grande bisogno tanto del singolo quanto della Chiesa. Non dobbiamo considerare il risveglio come un evento soprannaturale che non possiamo comprendere. Per il singolo, il risveglio è semplicemente una benedizione più profonda. Nella Chiesa, il risveglio è semplicemente una benedizione più profonda. E la benedizione più profonda è la ricompensa per la crescita nella grazia.

Si constata che certi gruppi di cristiani e certe scuole di pensiero propongono ciascuno la propria formula per il risveglio. Siamo fermamente convinti che la verità di Dio è sempre semplice: non ha nulla di complicato. Il Signore risveglia il Suo popolo in molti modi misteriosi, ma resta il fatto che ha promesso il risveglio a coloro che lo chiedono, a coloro che sono disposti a pagarne il prezzo.

Vediamo così la più grande tragedia di tutte: questo allontanamento paralizzante e mortale è del tutto inutile, del tutto ingiustificato. In qualsiasi momento, un singolo o una chiesa possono ricevere una «benedizione tale che non vi sia più posto per contenerla».

Il peccato è molto ingannevole. Il cristiano sviato o la Chiesa sviata trova ogni possibile scusa per giustificare il deplorevole stato di allontanamento e impotenza. Può esserci una notevole quantità di energia: fa tutto parte della finzione. Gli sviati vedono così poche persone migliori di loro che cominciano a sentirsi al sicuro: si cullano nel sonno e russano così forte da non sentire il richiamo: «Svegliati!»

Ma molti singoli provano un senso di delusione e di fallimento. I loro cuori hanno fame di una benedizione più profonda. Molti altri fingono che la loro vita vada bene, quando non è così. Sono più pericolosi di chi sa di essersi sviato, perché pregano sempre che la benedizione scenda su «qualcun altro», ignorando il proprio bisogno, ben più grande.

Finzione e delusione — delusione e finzione. Questa è la condizione di moltitudini di cristiani affamati. L’autore ha avuto il privilegio di assistere alla manifestazione della potenza di Dio in molti autentici risvegli, e ha sempre notato che gli delusi intravedono una nuova speranza... mentre gli ipocriti vengono smascherati. «Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore; mettimi alla prova e conosci i miei pensieri. Vedi se c’è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna.» (Salmi 139:23)

La cosa importante da ricordare è che il ravvedimento precede il risveglio. La Chiesa deve prima ravvedersi!

Riferimento alla rivista

La Chiesa deve prima ravvedersi. by J. Edwin Orr. The Heartbeat of The Remnant, luglio/agosto 2004 · Volume 10 · Numero 4. Pagine di origine 23, 24, 25, 32.

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