Da giovani donne, siamo state create con il bisogno di appagamento emotivo. Sebbene il desiderio di sposarsi sia un dono di Dio, il Signore ci ha anche provvedute di abbondante grazia per vivere felicemente senza un compagno di vita, per tutti gli anni che Egli vorrà. In questo periodo di vita da nubili, il Signore desidera che troviamo la vera libertà nell’appartenerGli completamente e nell’abbandonarci al Suo amore incomparabile. Questi anni offrono anche un’opportunità unica di intensa crescita spirituale e di servizio.
Proprio per il suo potenziale, questo periodo speciale della vita è preso di mira dal nemico. Se satana riesce a ridurre in schiavitù un’anima nella giovinezza, ruba molti doni preziosi di valore eterno: una vita cristiana vittoriosa, l’intimità con il Signore e un ministero unto. Gli anni della giovinezza sono un periodo in cui si combattono molte battaglie importanti e si stabiliscono modelli di vita. Spesso queste battaglie e scelte sono così formative che, in conseguenza di esse, viviamo gli anni dell’età adulta nella schiavitù oppure nella libertà. Da giovani donne non sposate, forse la nostra battaglia più grande consiste nel mantenere puro il cuore e nel tenere sotto controllo le emozioni che Dio ci ha dato. Personalmente credo che ciò che facciamo — o, più esattamente, ciò che siamo — in questo periodo speciale della vita sia di un’importanza incalcolabile.
In sostanza, vedo due possibilità. Schiavitù o libertà. Schiavitù ai desideri emotivi di appagamento romantico. Oppure libertà di vivere con gioia e contentezza e di amare il Signore con tutto il cuore.
Grazie all’amore e alla potenza del mio Signore Gesù Cristo, ho conosciuto questa dolce libertà. È stata così bella, gratificante e appagante che non riesco a tenere per me la mia gioia. Le verità che ho scoperto nel mio cammino con il Signore hanno un potenziale così grande di trasformare la vita che non posso tacere.
Perciò, il mio desiderio nello scrivere questo articolo è innanzitutto cantare le lodi del mio Amato. Egli mi ha rivelato il Suo amore e ha conquistato il mio cuore. Le Sue promesse non sono venute meno.
Desidero poi condividere la mia visione della libertà emotiva. Qualcuno disse saggiamente: «La visione senza azione è un sogno. L’azione senza visione è un incubo. Ma l’azione accompagnata dalla visione porta a una splendida realtà». Ciò che condivido qui sono alcune delle mie visioni. Ma per me è qualcosa di più: è una splendida realtà, è la mia testimonianza. Poiché la visione deve tradursi in azione per diventare realtà, ho incluso alcune cose pratiche che tutti possiamo fare per raggiungere la libertà emotiva. Ma, prima di tutto, le cose importanti.
Dobbiamo avere una visione di questa libertà
Per quelle tra voi che vivono nella libertà, molte delle verità che condivido non saranno nuove. Desidero incoraggiarvi: non stancatevi di fare il bene! Possa Dio continuare a darvi la vittoria. E vi prego di pregare per me e per la mia relazione con Dio.
Ma il mio peso nel cuore è soprattutto per quelle che non vivono nella vittoria. Alcune di voi possono essere schiave delle proprie emozioni e combattere una battaglia persa. Sperate di riuscire semplicemente a «cavartela» durante gli anni da nubili. Sentite un peso opprimente, un desiderio intenso e insoddisfatto. Non conoscete il meraviglioso e appagante amore di Gesù Cristo. Non siete felici. Non siete libere. Oh, mentre leggete questo articolo, lasciate che fede e speranza si risveglino nella vostra anima: potete essere liberate per amare pienamente il Signore Gesù! Dio vuole compiere una grande opera in voi... ed è in grado di farlo! Possa tu conoscere la Verità, Gesù Cristo, che ti renderà libera. E «se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi» (Giovanni 8:36).
Passi verso la vittoria
Come in ogni aspetto della vita cristiana, non possiamo essere vittoriose con le nostre forze. I nostri sforzi si riveleranno vani e frustranti. Abbiamo bisogno della grazia divina, del desiderio e della capacità di fare la volontà di Dio. Quando ci presentiamo al Signore con cuore contrito, affidandogli il nostro cuore perché lo custodisca, Egli accetta la nostra consacrazione. L’unico modo per mantenere davvero puro il nostro cuore sul piano emotivo è consegnarlo effettivamente al Signore Gesù e affidarlo alla Sua custodia. Come Buon Pastore, Egli non perde né smarrisce mai ciò che gli è stato affidato. «... perché so in chi ho creduto e sono persuaso che Egli è potente da custodire il mio deposito fino a quel giorno» (2 Timoteo 1:12).
Un passo che possiamo compiere dopo la consacrazione iniziale è non lasciare alcuna occasione alla carne. «Carissimi, vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dai desideri carnali che fanno guerra all’anima» (1 Pietro 2:11). È già abbastanza difficile fare i conti con i nostri affetti e desideri senza aggiungere le tentazioni di video, musica e libri mondani che ci agitano emotivamente! Queste cose ostacolano l’amore per Gesù, alimentano l’insoddisfazione e offuscano la nostra visione spirituale. Facciamo uno sforzo deciso per eliminare dalla nostra vita tutte le influenze dannose. Liberarci di questi pesi ci rende libere di correre la nostra corsa.
Abbiamo bisogno dei saggi consigli del nostro Padre celeste e dei nostri genitori terreni per sapere come vivere rapporti puri con i giovani. Dio ci ha dato anche il buon senso. Se desideriamo davvero mantenere puro il nostro cuore, non faremo cose che suscitino inutilmente le nostre emozioni. «... non abbiate cura della carne per soddisfarne i desideri» (Romani 13:14). La purezza del nostro cuore è troppo preziosa per rischiare di comprometterla. Evitate le situazioni malsane. Questo include stringere amicizie speciali con altri giovani. Una ragazza devota interamente a Gesù dovrebbe trattare tutti i giovani allo stesso modo, senza riservare un’amicizia particolare a nessuno. È conforme alla Bibbia trattarli come fratelli nel Signore, ma le amicizie speciali e intime, al di fuori di una relazione di fidanzamento santa, sono pericolose e creano difficoltà inutili.
Come affrontare le emozioni
Un aspetto fondamentale della libertà emotiva è affidare al Signore ogni affetto che entri in competizione con Lui. Un affetto concorrente è un desiderio emotivo o un’attrazione romantica che ostacola l’ubbidienza e l’amore per Gesù. A prescindere dal nostro stato civile, Cristo esige e merita il primo posto nel nostro cuore. La libertà emotiva, tuttavia, non significa non desiderare il matrimonio né essere indifferenti ai giovani. È piuttosto la libertà di amare il Signore con tutto il cuore e senza distrazioni. Questo principio si trova in 1 Corinzi 7:35.
È importante capire che l’attrazione emotiva verso i giovani non è malvagia. E non è amore: è semplicemente un sentimento di simpatia nei loro confronti. Inoltre, non c’è motivo di disprezzare le nostre emozioni, considerandole un «ostacolo» o un «problema». Diventano un problema solo quando sono fuori posto, quando ci controllano. Il cuore di Dio desidera servirsi della battaglia per la purezza emotiva per renderci intimamente dipendenti da Lui. Quando rispondiamo alla Sua guida di Pastore, proprio le cose che ci spingono in ginocchio saranno usate per fare di noi donne di Dio. E allora potremo comprendere come perfino questa lotta possa infine portare a una vita intera — e all’eternità — di bene.
Ciò che facciamo con le nostre emozioni determina se vivremo nella libertà o nella schiavitù. Se una giovane donna sceglie di aggrapparsi ai propri desideri, alimentarli e tenerli segreti, la sua anima ne diventerà schiava. Quando proviamo un’attrazione emotiva per un giovane in particolare, la cosa giusta da fare è affidarla subito e completamente al Signore. Infatti, «quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri» (Galati 5:24).
Nel libro della Genesi leggiamo che Dio, il mediatore eterno di matrimoni, fece addormentare Adamo mentre preparava per lui una compagna di vita, Eva. Quando giunse pienamente il tempo stabilito da Dio, Adamo si svegliò e fu unito a Eva, la «scelta perfetta» di Dio. Per me, questo racconto del primo matrimonio è un’immagine di ciò che Dio desidera fare nella nostra vita. Dio può e vuole dare vero riposo al nostro cuore. In senso emotivo, «Egli dà il sonno a quelli che ama» (Salmo 127:2). Eppure, mentre riposiamo tra le braccia del Padre, possiamo essere certe che Egli non dorme! Sta preparando per noi la scelta perfetta di un compagno di vita, come fece per Adamo. Alla luce di queste verità, riflettiamo su queste tenere promesse di Dio: «... colui che ti protegge non sonnecchierà; certo, non dormirà... Il Signore è colui che ti protegge...» (Salmo 121:3~5). Quando Dio ci «risveglierà» al momento stabilito, possa essere anche la nostra testimonianza: «Mi sono coricato, ho dormito, poi mi sono risvegliato, perché il Signore mi sostiene» (Salmo 3:5).
Il Signore ci ha anche dato autorità umane, di solito i nostri genitori, perché ci aiutino e ci guidino in queste questioni. Dio vuole che «affidiamo» il nostro cuore ai nostri genitori e manteniamo con loro una comunicazione aperta riguardo alle nostre difficoltà emotive. La loro cura attenta è una benedizione meravigliosa! Rendere conto con sincerità a nostra madre e a nostro padre ci aiuta molto a raggiungere la libertà emotiva. Anche un minimo di inganno ostacola notevolmente una vita vittoriosa. Più siamo sincere e aperte con Dio e con le autorità che Egli ha posto su di noi, più libertà godremo. All’inizio può essere imbarazzante o difficile parlare con i genitori dei ragazzi e del desiderio di sposarsi. Ma, per me, col tempo diventa più facile.
A volte proviamo un’attrazione emotiva più intensa per un giovane, soprattutto man mano che diventiamo donne. Per «intensa» intendo che non si tratta di un capriccio passeggero. Forse sentite davvero il desiderio di sposare una persona in particolare e proprio non riuscite a «scrollarvi di dosso» l’attrazione emotiva che provate. Per molti aspetti, le risposte sono le stesse: affidare il desiderio a Dio e mantenere un rapporto aperto e sincero con le autorità. Dobbiamo essere ancora più vigilanti nel custodire il nostro cuore e nel controllare il nostro comportamento esteriore verso la persona dalla quale siamo particolarmente attratte.
Ma non basta. Sottometterci con fiducia al piano del Padre ci darà la vittoria sulle nostre emozioni. La sottomissione è un atto della volontà sotto il controllo dello Spirito di Dio. Forse non ci sembrerà subito che sia cambiato qualcosa. Spesso c’è una distanza tra le nostre emozioni e la nostra volontà, ma non lasciamo che questo ci confonda.
Nei momenti di bisogno possiamo invocare il Signore e aprirGli il nostro cuore con totale sincerità. «Dio, devo dirti quanto è forte ciò che provo per “tizio”. Signore, mi sembra di volere questa relazione. Ma desidero ancor di più la tua volontà. Per quanto ne sono capace, mi arrendo e ti affido tutto... anche se non mi darai ciò che desidero. Aiutami!». Ed Egli lo farà. Si avvicina al cuore umile e contrito e lo riempie della Sua grazia.
Questa situazione mi ricorda ciò che disse Davide quando gli furono offerti gratuitamente materiali per un sacrificio al Signore: «Ma il re rispose... Non offrirò al Signore, al mio Dio, olocausti che non mi costino nulla...» (2 Samuele 24:24). Molte volte il sacrificio ha un costo reale. O almeno così ci sembra.
Desidero avere una prospettiva più elevata sulla resa. Voglio essere così consapevole di chi è il Signore e di ciò che ha fatto per me da poterGli offrire liberamente un sacrificio... per quanto duro o doloroso possa sembrare. È la diffidenza timorosa, la mentalità terrena o la caparbietà a rendere difficile la resa. Arrendersi diventa una gioia quando abbiamo una fede incrollabile, simile a quella di un bambino, nell’assoluta bontà del Padre e nel Suo amore perfetto. Ma, come dice il vecchio inno: «... non potremo mai conoscere le delizie del Suo amore finché non avremo deposto tutto sull’altare; perché il favore che Egli mostra e la gioia che Egli dona sono per coloro che confidano e ubbidiscono» (John H. Sammis, «Trust and Obey»).
Offriamo dunque con gioia al Signore persino ciò che ci costa. Facciamo in modo che la volontà di Dio si compia nella nostra vita con passione. Arrendiamoci a Lui con gioia ora, invece di farlo con tristezza più tardi. Un giorno, nella Gloria, ogni sacrificio svanirà nella gioia della Sua presenza.
Desideri appagati
Custodire con vigilanza il nostro cuore senza soddisfare il bisogno di amore e sicurezza ci lascerà vuote e irrequiete. Per questo, la libertà emotiva non è completa senza un rapporto intimo con il Salvatore. Come affermò Oswald Chambers: «Il cuore umano deve essere appagato, ma c’è un solo essere in grado di appagare l’abisso dolorante più profondo del cuore umano: il nostro Signore Gesù Cristo».
Molte persone, anche cristiane, cercano invano la felicità nelle persone o nelle cose terrene. Nel tentativo di trovare appagamento, noi ragazze siamo particolarmente inclini a considerare il matrimonio il fine ultimo della vita. Pensieri come «Quando sarò sposata sarò davvero felice» possono far parte della nostra mentalità, anche in modo inconscio e sottile.
Naturalmente, il matrimonio è fonte di molta felicità e appagamento: Dio lo ha progettato così! Ma il pericolo di fare del matrimonio un idolo è che cerchiamo nell’uomo ciò che solo Dio può fare. Questo errore ci prepara a una delusione futura. Per quanto meravigliosi siano i mariti, sono esseri umani. Vengono meno, hanno dei limiti e non vivono per sempre. Sono convinta che sia assolutamente necessario essere salde e radicate anzitutto nell’amore di Dio. Inoltre, se crediamo che il matrimonio sia la fonte dell’appagamento fondamentale, stiamo presumendo a torto che coloro che Dio chiama al celibato non possano conoscere la vera pienezza e che in qualche modo si perdano la felicità più grande. Peggio ancora, stiamo dicendo che Dio non è in grado di soddisfare i nostri bisogni.
Ma semplicemente non è vero. Come nostro Creatore, Gesù Cristo è pienamente capace di appagare il nostro cuore. Questo è un ministero che ha riservato a Sé, pur aggiungendovi i doni dell’amore umano. È volontà del Padre che ora siamo contente, con Lui soltanto. Sono certa che anche le nostre amiche sposate e le nostre madri testimonierebbero volentieri che Dio è il fondamento della vera gioia e che nulla e nessun altro potrebbe mai soddisfare i desideri più profondi della nostra anima.
Anzi, ritengo che trovare appagamento in Cristo sia uno dei modi migliori per prepararsi al matrimonio! Quando riponiamo la nostra aspettativa in Dio, tutto l’amore e la gioia del matrimonio saranno come la glassa sulla torta. Un matrimonio davvero felice è quello in cui ciascun coniuge ama innanzitutto Gesù ed è appagato in Lui. Ma prima dobbiamo arrivare al punto di non aver bisogno del romanticismo... di essere così appagate in Dio che qualsiasi altra cosa Egli ci dia viene accolta con gratitudine traboccante, come un’ulteriore benedizione.
A differenza dei matrimoni terreni, il nostro rapporto con Gesù durerà per tutta l’eternità. Vale dunque la pena impegnarsi a sviluppare il nostro rapporto con Lui. Un modo essenziale per avvicinarci a Gesù è trascorrere del tempo con Lui. La comunicazione attraverso la lettura della Parola di Dio e la risposta in preghiera sono modi fondamentali per avvicinarci al Suo cuore. L’intimità con il Signore è spontanea e continua, non sempre strutturata e formale. Camminare con Dio va oltre il momento di quiete del mattino. Egli vuole che siamo così vicine a Lui da portargli ogni dolore e ogni gioia mentre viviamo le nostre giornate.
Da quando avevo 15 anni, mi sono posta l’obiettivo di trovare intimità e appagamento nel Signore Gesù Cristo. Ho messo da parte il romanticismo fino al momento stabilito da Dio e ho rivolto al Signore la mia attenzione emotiva. E con gioia posso testimoniare che Egli ha mantenuto e continua a mantenere la promessa che mi ha fatto: «Poiché egli sazia l’anima assetata e ricolma di beni l’anima affamata» (Salmo 107:9).
Una delle più grandi benedizioni di questa libertà emotiva è la stabilità e l’appagamento che Gesù dona. «La speranza differita fa languire il cuore, ma il desiderio che si realizza è un albero di vita» (Proverbi 13:12). Cristo è la nostra Speranza, che non viene mai differita. Quando siamo innamorate di Gesù, non c’è motivo che il cuore languisca! Non è affatto necessario sperimentare forti alti e bassi emotivi e intensi desideri insoddisfatti. Naturalmente, possono esserci giorni in cui ci sentiamo giù e facciamo più fatica. Ma, nel complesso, in Cristo possiamo trovare una stabilità e un appagamento che ci accompagnano durante gli anni da nubili, vivendoli con vittoria e gioia.
Non sto parlando di un bel sogno e basta: può diventare realtà per ognuna di noi! Potete essere libere quanto desiderate! Potete ricevere da Cristo quanto desiderate! Egli ricompensa coloro che lo cercano diligentemente. Ho piena fiducia nella Sua capacità: non gli manca ciò che serve per soddisfare i nostri bisogni più profondi!
Ardenti amanti di Gesù Cristo
Amy Carmichael è una persona la cui vita ammiro molto per la sua intimità con Gesù. La sua intensa devozione a Cristo e al ministero le impedì di cadere preda dell’insoddisfazione. Ma nella sua vita ci fu un momento preciso in cui Dio le parlò in modo speciale, dandole la forza di attraversare la vita da nubile, consacrata al Signore. Ecco ciò che raccontò a un membro della sua famiglia di Dohnavur: «In questo giorno, molti anni fa, andai da sola in una grotta su una montagna chiamata Arima, in Giappone. Provavo molta paura per il futuro. Per questo ero andata lì. Volevo restare sola con Dio. «Il diavolo continuava a sussurrare: “Per ora va tutto bene, ma e poi? Sarai molto sola”. E mi dipingeva immagini di solitudine. Le vedo ancora.
«Allora mi rivolsi al mio Dio, quasi disperata, e dissi: “Signore, che cosa posso fare? Come posso arrivare fino alla fine?”. Ed Egli disse: “Nessuno di quelli che confidano in me sarà abbandonato” (Salmo 34:22).
«Quella parola è rimasta con me da allora, e ora la dono a te. Si è adempiuta per me. Si adempirà per te. Vivi soltanto per Colui che ti ha redento e confidagli la tua cura, ed Egli lo farà» (Candles in the Dark, di Amy Carmichael, p. 17).
Leggere la sua testimonianza quasi mi fa venire i brividi, mentre rifletto sul significato straordinario delle sue parole: «... Si è adempiuta per me. Si adempirà per te». E si adempirà per noi, se oseremo anche noi credere che Dio manterrà le Sue promesse. Ci fidiamo di Cristo, certi che ci amerà con intimità... ci sosterrà... ci appagherà? Secondo la nostra fede, ci sia fatto.
Amy Carmichael è un esempio di ciò che chiamo un’«innamorata» di Gesù. Lo amava intenzionalmente, desiderando una dolce intimità con Lui. Una volta scrisse parole che rivelano i desideri del suo cuore: «Credo e confido che ti innamorerai sempre più di un Salvatore crocifisso. Egli desidera degli innamorati. Oh, quanto è tiepido l’amore di tanti che si chiamano col Suo nome. Quanto è tiepido il nostro — il mio — in confronto ai fuochi di lava del Suo amore eterno. Prego che tu possa essere un’ardente innamorata, una di quelle che incendiano gli altri» (Amy Carmichael, Candles in the Dark, p. 107).
Il profondo desiderio del mio cuore è essere una vera innamorata del Signore, come l’apostolo Giovanni e come Maria, che sedeva ai Suoi piedi. Non voglio soltanto stargli vicino: voglio che la mia vita induca gli altri a cercarlo. Vorrei essere una di quelle ardenti innamorate capaci di incendiare gli altri. Confido che il Signore mi renda tale e porti avanti l’opera che ha iniziato. Spero che, quando mi chiamerà a Casa, il Signore mi dica: «il tuo amore per me era meraviglioso» (2 Samuele 1:26).
In conclusione...
È entusiasmante pensare alla purezza e alla vitalità di una giovane donna emotivamente libera. Innamorata di Gesù e appagata in Lui, la sua gioia radiosa è contagiosa. Porta con sé il profumo di Cristo, che induce gli altri a cercarlo. Ma sappiamo che una testimonianza così bella non si ottiene con i pii desideri. Comincia con la scelta di vivere nella libertà, di affidare a Dio i desideri di sposarsi, di amare il Signore con tutto il cuore e di credere che Cristo è pienamente in grado di soddisfare i nostri bisogni.
Mi chiedo quante di voi faranno queste scelte. Sceglierete la libertà emotiva? Quante di voi, fra un anno, potranno testimoniare di essere vere innamorate di Gesù? Conoscerete la pienezza della gioia che si trova nella Sua dolce presenza? Quante di voi Lo sentiranno dire: «il tuo amore per me era meraviglioso»? La scelta è vostra. Chiaramente, è una scelta che ha un impatto incalcolabile sulla vita di persone che vanno oltre voi stesse. Prima o poi, il mondo intorno a voi saprà quale scelta avete fatto.
Spero e prego che seguiate il Pastore verso le «vette» del Suo amore... verso la vita abbondante di gioia e libertà. Il Suo amore è come un mare inesauribile e le Sue promesse sono abbastanza sicure da sostenerci fino in fondo. Dobbiamo solo vivere un giorno alla volta. Con tranquilla fiducia in Colui che ci guida... godiamoci il cammino.



