REMNANT Rivista

Vita cristiana

Salve al potere del nome di Gesù

Numero originaleThe Heartbeat of the Remnant · Autunno 2022 · Volume 28 · Numero 3

Tu sei degno, o Signore, di ricevere gloria e onore e potere: perché tu hai creato tutte le cose, e per volontà tua esse sono e son state create –Apocalisse 4:11.

Questo inno, spesso chiamato l’“Inno nazionale della Cristiandà”, è forse uno dei più grandi inni di tutti i tempi. Fu scritto da Edward Perronet e apparve per la prima volta nel numero di novembre 1779 del Gospel Magazine. Fu redatto da Augustus Toplady, che è anche l’autore di un altro noto inno, “Rock of Ages” (Roccia dei secoli). Il testo di questo inno, All Hail the Power of Jesus Name, è stato tradotto in quasi tutte le lingue in cui il cristianesimo è conosciuto. Ovunque venga cantato, esso comunica ai bisogni spirituali dei cuori umani. Un autore ha detto: “Finché ci saranno cristiani sulla terra, continuerà a essere cantato; e dopo, in cielo.”

Edward Perronet nacque a Sundridge, nel Kent, Inghilterra, nel 1726. Discendeva da una distinta famiglia ugonotta francese che era fuggita in Svizzera e poi in Inghilterra a causa delle persecuzioni religiose in Francia. Il padre di Edward, pastore nella Chiesa di Stato d’Inghilterra, simpatizzava assai con il movimento evangelico guidato dai fratelli Wesley e da George Whitefield. Anche Edward, come il padre, divenne ministro nella Chiesa anglicana ma fu sempre critico nei confronti dei suoi metodi. Una volta scrisse: “Sono nato e probabilmente morirò nella vacillante comunione della Chiesa d’Inghilterra, ma disprezzo le sue sciocchezze.” Ben presto, comunque, si allontanò dalla Chiesa e si gettò con vigore nelle attività evangelistiche dei Wesley negli anni 1740 e 1750.

Charles Wesley scrive del coraggio di Edward Perronet nel predicare. In un’occasione lui e Perronet furono assaliti in una casa da una folla di insultatori rozzi, che Perronet affrontò coraggiosamente, mentre lo oltraggiavano e gli gettavano addosso sporcizia. Fu in quel periodo che i Wesley e i loro seguaci subirono molte persecuzioni e persino violenze da parte di coloro che non erano d’accordo con il loro ministero. Riguardo a queste esperienze, Wesley annotò nel suo diario: “Da Rockdale andammo a Bolton, e presto constatammo che i leoni di Rockdale erano agnelli in confronto a quelli di Bolton.” Edward Perronet fu sbattuto a terra e trascinato nel fango e nel pantano. Pietre furono lanciate e finestre rotte.

Un altro resoconto interessante riguarda il rapporto tra i Wesley e Perronet. John Wesley voleva sentire Perronet predicare, e lui, essendo diciotto anni più giovane di John, aveva sempre rifiutato di predicare in presenza del più anziano uomo di chiesa. Così, un giorno Wesley, vedendo Edward in congregazione, annunciò che avrebbe predicato al servizio successivo. Desiderando evitare un conflitto pubblico con Wesley, Perronet salì sul pulpito la mattina seguente, ma spiegò rapidamente che non aveva mai acconsentito a predicare. “Tuttavia,” aggiunse, “pronuncerò il più grande sermone che sia mai stato predicato sulla terra.” Quindi lesse il Sermone sul Monte e si sedette senza commenti.

Dopo otto anni di collaborazione con i Wesley, la fermezza di carattere e lo spirito libero di Perronet causarono una divisione tra loro, poiché egli non era d’accordo con alcune loro regolamentazioni. Tuttavia continuarono a stimarsi e ad amarsi reciprocamente.

Gli ultimi anni di Perronet li trascorse a Canterbury, dove fu pastore di una chiesa indipendente, e dove morì nel 1792, all’età di sessantasei anni. Le sue ultime parole sono divenute anch’esse un classico: “Gloria a Dio nella altezza della Sua divinità! Gloria a Dio nella profondità della Sua umanità! Gloria a Dio nella Sua autosufficienza! Nelle Sue mani raccomando il mio spirito.”

Pur avendo Perronet scritto molti altri inni e componimenti poetici, nessuno di essi raggiunse fama eccetto l’immortale “All Hail the Power of Jesus’ Name.” Il successo di questo testo è stato, senza dubbio, favorito da tre ottime melodie. “Coronation”, composta da Oliver Holden, un falegname del Massachusetts, musicista autodidatta e stimato maestro di scuole di canto, è la più usata in America. “Miles Lane”, composta da William Shrubsole, amico personale di Perronet, è la più popolare in Gran Bretagna. Mentre la festosa melodia “Diadem”, composta nel 1838 per questo testo da James Ellor, un laico inglese, è frequentemente utilizzata come pezzo corale. Questo inno fu originariamente scritto con il titolo “On the Resurrection” e aveva otto strofe, come segue:

Salve al potere del nome di Gesù,
Lasciate che gli angeli si prosternino
Portate il diadema reale,
Per incoronarlo Signore di tutti!

Lasciate che i serafini, d’alta nascita, accordino la lira,
E, mentre l’accordano, cadano
Davanti alla Sua faccia che accorda il loro coro,
E incoronatelo Signore di tutti!

Incoronatelo, voi stelle del mattino di luce,
Che fissaste questo globo che fluttua,
Ora salutate la Forza della potenza d’Israele,
E incoronatelo Signore di tutti!

Incoronatelo, voi martiri del vostro Dio,
Che lo chiamate dal Suo altare;
Esaltate il germoglio della verga di Jesse,
E incoronatelo Signore di tutti!

O voi stirpi della scelta razza d’Israele,
Voi riscattati dalla caduta,
Acclamate Colui che vi salva per grazia sua
E incoronatelo Signore di tutti!

SalutateLo, eredi della linea di Davide,
Che Davide chiamò Signore.
Il Dio incarnato, Uomo divino,
E incoronatelo Signore di tutti!

Peccatori, il cui amore non può mai dimenticare
L’assenzio e il fiele,
Andate a distendere i vostri trofei ai Suoi piedi,
E incoronatelo Signore di tutti!

Lasciate che ogni tribù e ogni lingua
Che rispose alla chiamata della creazione
Ora gridino in canto universale,
Il Signore incoronato di tutti!

Come appare ora nei nostri libri di inni, l’inno è stato abbreviato e modificato, e una strofa è stata aggiunta dal famoso collezionista di inni, il Rev. John Rippon, nel 1787.

Oh, che con quella sacra schiera laggiù
Ai suoi piedi possiamo cadere;
Ci uniremo al canto eterno,
E lo incoroneremo Signore di tutti.

Concludendo questa straordinaria storia della vita di Edward Perronet e degli altri che hanno avuto parte nel portarci questo inno immortale, diamo uno sguardo finale all’effetto che questo inno ha avuto su pagani che non conoscevano nulla di Gesù. La storia più famosa legata al grande inno di Perronet è narrata riguardo al missionario per l’India, il Rev. E.P. Scott. Un giorno vide per strada un uomo dall’aspetto così strano che chiese informazioni e apprese che apparteneva a una tribù montana selvaggia tra la quale Cristo non era mai stato predicato. Il signor Scott pregò sul fatto e decise di visitare quella tribù. Appena raggiunta la loro dimora montana, si trovò in mezzo a una banda di tribù feroci e assassine che erano in spedizione di guerra, e che stavano per attaccarlo con le loro lance. Lo afferrarono e gli puntarono le lance al cuore. Subito il missionario tirò fuori il violino che portava sempre con sé e cominciò a suonare e cantare nella lingua nativa, “Salve al potere del nome di Gesù!” Chiuse gli occhi, aspettandosi la morte da un momento all’altro. Quando arrivò alla quarta strofa, e nulla era accaduto, riaprì gli occhi, e rimase stupito nel vedere che le lance erano cadute dalle mani dei selvaggi, e grandi lacrime erano nei loro occhi! Invitarono il signor Scott nelle loro case, e lui trascorse gli anni restanti della sua vita predicando e ministrando l’amore e la redenzione di Dio a quel popolo. Dio nella Sua provvidenza usò un semplice inno come mezzo per introdurre il vangelo a un gruppo di pagani bisognosi.

Riferimenti:
A Treasury of Hymn Stories
101 Hymn stories
“Coronation” Tune -Oliver Holden 1765-1844
“Miles Lane” Tune -William Shrubsole, 1760-1806
“Diadem” Tune -James Elliot, 1838
“Let Us Crown Him” Tune -James McGranahan 1840-1907

Partitura di All Hail the Power of Jesus’ Name, melodia DIADEM C. M. con ritornello

Riferimento alla rivista

Salve al potere del nome di Gesù. by Joel A Hostetler Coshocton, OH. The Heartbeat of the Remnant, Autunno 2022 · Volume 28 · Numero 3. Pagine di origine 12–14.

The Berean Voice

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