REMNANT Rivista

Vita cristiana

Dalla redazione

Numero originaleThe Heartbeat of the Remnant · Inverno 2021 · Volume 25 · Numero 4

Un saluto a ciascuno nel vincolo dell’amore cristiano. È passato un altro anno e un altro si stende davanti a noi, da attraversare. Qual è la nostra prospettiva? La speranza e la gioia ribollono nei nostri cuori oppure il futuro ci appare pieno di tristezza e sventura? Vediamo la mano sovrana di Dio all’opera nelle situazioni e nelle circostanze che ci circondano, oppure, dal nostro punto di vista, il mondo sembra fuori controllo?

Nel dialogare con persone di tutto il paese, sembra esserci un problema comune con cui molti stanno lottando: la stanchezza. Stanchi dei provvedimenti. Stanchi delle chiusure. Stanchi di tutte le dispute e i litigi che hanno accompagnato la questione del Covid. Stanchi di…

Sembra che molti semplicemente «non vogliano pensarci». Perché? Non sono davvero sicuro di quali siano tutte le ragioni, ma sono certo che ognuno ne abbia una. Ricordiamoci che Dio vuole che siamo …astuti come serpenti e innocenti come colombe –Matteo 10:16.

Qui, negli Stati Uniti d’America, i cristiani hanno goduto di oltre 60 anni (dalla seconda guerra mondiale) di relativa pace e tranquillità. Per la maggior parte, siamo stati lasciati liberi di crescere le nostre famiglie e adorare il Dio dei nostri padri secondo coscienza. Abbiamo goduto della separazione tra Chiesa e Stato, attuata fin dall’inizio dell’esistenza del nostro paese. Abbiamo potuto lavorare con le nostre mani e guadagnarci da vivere. Molti di noi hanno vissuto nell’abbondanza.

Forse vivevamo in una bolla artificiale. Forse ci siamo lasciati cullare da un falso senso di sicurezza. E i nostri fratelli e sorelle in altri paesi del mondo? Qual è la loro realtà nel vivere da veri cristiani nel mondo in cui si trovano? Certo, abbiamo potuto usare la nostra ricchezza e la libertà di movimento per fare molto bene a favore del resto del mondo, che ha sopportato molte sofferenze a causa del seguire Cristo. Ma a quale costo? Che cosa hanno imparato i nostri figli?

A volte sentiamo parlare di cristiani di prima generazione che sono «infuocati» per il loro Signore. Talvolta lo sono al punto che i cristiani di seconda e terza generazione pensano che quelli della prima generazione siano forse un po’ troppo zelanti nei loro sforzi di evangelizzare chi li circonda.

E la generazione successiva? Impara da qualcuno: riguardo a Dio, a se stessa e alla vita. Che cosa impara? E da chi? Dobbiamo fare il punto per assicurarci che i nostri figli imparino le lezioni della vita in modo da essere preparati ad affrontare la realtà delle cose che verranno.

Mentre egli sedeva sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in disparte e dissero: «Dicci, quando avverranno queste cose? E quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo?». Gesù rispose loro: «Badate che nessuno vi inganni. Perché molti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e ne inganneranno molti» –Matteo 24:3-5.

Ricordate che è Gesù stesso a parlare ai suoi seguaci della fine del mondo. La sua prima preoccupazione è che NON veniamo ingannati. Dice che l’inganno sarà il problema principale legato alla fine dei tempi. Dice che molti verranno dichiarando di essere il Cristo [o i suoi portavoce diretti], nel tentativo di catturare l’attenzione e farsi ascoltare, tutto allo scopo di ingannare chi ascolta e conquistare seguaci.

Se non l’abbiamo fatto prima, ora dobbiamo certamente insegnare ai nostri figli, con le parole e con i fatti, alcune cose ben precise: che nel corso di questa vita dobbiamo essere stranieri e pellegrini; che, se siamo amici di questo mondo, Dio sarà nostro nemico; e che il Regno di Gesù non è di questo mondo, perciò i suoi figli devono imparare a vivere come ambasciatori in terra straniera. I nostri figli devono sapere che TUTTI quelli che vivono piamente in Cristo Gesù SARANNO perseguitati.

Molte delle dottrine insegnate nelle nostre chiese e nelle attività paraecclesiali hanno gravemente menomato la prossima generazione della chiesa. Ci è stato insegnato che possiamo avere la «potenza della sua risurrezione» senza dover essere partecipi delle «sofferenze di lui». Un Cristo sofferente con seguaci sofferenti è stato messo da parte in favore di un Gesù che non permetterà che ci accada nulla di male. Mentre si insiste molto su un Gesù che ha sofferto ed è morto per noi, si insegna pochissimo, o per NULLA, la necessità di «prendere ogni giorno la propria croce» e seguirlo.

Salute mentale e stabilità emotiva

Alcuni anni fa mi imbattei nella storia di un soldato che, dopo aver prestato servizio in Iraq, faticava a convivere con il disturbo da stress post-traumatico. Certo, credo che il PTSD sia reale e che lo siano anche le difficoltà, ma mentre leggevo la storia di quell’uomo mi sentivo sempre più frustrato dalla mancanza di risposte offerte a un giovane che soffriva gravemente. Alcune delle sue lotte più profonde derivavano dai ricordi vividi di quando aveva ucciso personalmente diversi nemici. Per quante sedute di consulenza frequentasse, non riusciva proprio a trovare pace e riposo interiori. La sua mente era turbata. Aveva difficoltà a dormire. Aveva problemi a relazionarsi con gli altri.

Non potevo fare a meno di pensare: «Se solo qualcuno potesse affiancare questo giovane e condividere con lui il Vangelo di Gesù Cristo. Se solo gli si potesse mostrare la verità della Parola di Dio: togliere la vita a un altro essere umano è peccato agli occhi di Dio (anche se è un nemico), e Dio non gli permetterà di avere pace nel cuore finché la questione non sarà risolta. E la cosa davvero entusiasmante è che, SE venisse a Dio alle condizioni stabilite dalla Bibbia e si pentisse del suo peccato, allora potrebbe cominciare a camminare con Dio, e Dio potrebbe iniziare a dare pace alla sua anima turbata».

Negli ultimi anni, qui negli Stati Uniti ci sono state numerose sparatorie di massa. Ogni volta, i funzionari pubblici tengono conferenze stampa e condividono le loro riflessioni nel tentativo di dare un senso a un altro evento tragico apparentemente inspiegabile. Di solito non passa molto tempo prima che qualcuno parli di salute mentale e della necessità di intensificare gli sforzi pubblici per predisporre reti di protezione, screening e cure migliori e più numerose, così da arginare questa violenza insensata.

Alcune settimane fa si è verificato un evento terribile e tragico in uno Stato diverso da quello in cui vivo. In una grande città, un uomo ha spinto una donna giù dalla banchina, sui binari, proprio mentre arrivava un treno della metropolitana. La donna non è sopravvissuta. All’indomani di un episodio così orribile, i funzionari pubblici hanno rilasciato dichiarazioni alla cittadinanza nel tentativo di arginare la potenziale paura del pubblico. Hanno concluso che l’uomo doveva essere emotivamente turbato e hanno dichiarato che avrebbero intensificato gli sforzi per predisporre una rete di protezione per chi ha problemi di salute mentale, affinché simili cose non accadessero di nuovo.

Certo, se guardiamo la questione con gli occhi del mondo, sembra avere senso. Ma è tutto qui? Come cristiani, ci siamo forse talmente abituati alle vie del mondo da dimenticare quanto si siano allontanate dalla verità della Parola di Dio?

Non puntiamo il dito contro il mondo e i funzionari pubblici eletti. Noi, come chiesa, siamo forse migliori? Quanto conosciamo la nostra Bibbia? Quanto conosciamo il nostro Salvatore? Quando qualcuno viene da noi in cerca di pace e riposo interiori, sappiamo condurlo alle Scritture e guidarlo a Gesù, che può poi mostrargli la via verso il Padre?

Due alpinisti si aiutano a salire su una ripida cresta al crepuscolo

Perché dico tutto questo? Se continuiamo a offrire alla prossima generazione della chiesa risposte artificiali e soluzioni temporanee ai problemi della vita, NON sarà preparata a …perseverare fino alla fine… –Matteo 24:13.

E disse a tutti: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per amor mio, la salverà» –Luca 9:23-24.

  • Due alpinisti si aiutano a salire su una ripida cresta al crepuscolo · Adobestock.com

Riferimento alla rivista

Dalla redazione. . The Heartbeat of the Remnant, Inverno 2021 · Volume 25 · Numero 4. Pagine di origine 3, 32, 33.

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