REMNANT Rivista

Questioni della chiesa

Lettere preziose dai nostri lettori

Numero originaleThe Heartbeat of The Remnant · gennaio/febbraio 2006 · Volume 12 · Numero 1
Una cassetta postale sul ciglio della strada con l’indirizzo postale della rivista

Ringraziamo Dio per le lettere di consiglio e incoraggiamento che abbiamo ricevuto. È l’unico modo in cui possiamo valutare i nostri progressi. Continuate a scriverci. Desideriamo favorire un libero scambio di edificazione, ispirazione e condivisione dei pesi: da noi a voi e da voi a noi. In questo modo possiamo trasmettere parte delle benedizioni anche agli altri lettori. Inviateci una testimonianza per «L’angolo della benedizione» su una benedizione di Dio in qualche ambito dell’ubbidienza, oppure una domanda a cui si possa rispondere per l’edificazione di tutti, o un aspetto della crescita spirituale, oppure una parola di incoraggiamento o di consiglio su The Remnant o su una sua sezione.

Sull’illustrazione del peccato che intorpidisce la coscienza...

I lebbrosi perdono dita delle mani, dei piedi e, a volte, il naso. Si è sempre pensato che fosse la malattia a causare questo. Ma un brillante missionario medico cominciò a dubitarne. Il dottor Paul Brand notò che i lebbrosi andavano a dormire con tutte le dita e si svegliavano senza un dito. Nessuno riusciva mai a trovare traccia del dito mancante. Alla fine scoprì che i ratti mordevano via le dita e le portavano via! Ma come poteva succedere? Perché i lebbrosi perdono la sensibilità. Ed è questo il nostro problema. Abbiamo perso la sensibilità in una parte della nostra coscienza. E allora il diavolo, quel grosso ratto, comincia a rosicchiarci e, invece di scacciarlo, non ci accorgiamo nemmeno di quello che sta facendo. Abbiamo un disperato bisogno che Dio renda sensibili le nostre coscienze.

Da un’e-mail


Apprezziamo moltissimo il vostro ministero. Questa rivista mi ha davvero messo alla prova. Che Dio continui a benedirvi in questo impegno. Nella rivista ci incoraggiate a condividere testimonianze di ubbidienza, così ho pensato di raccontarne una. Mi scuso se è troppo lunga.

Dopo aver trascorso circa 9 anni in una chiesa tradizionale molto mondana, con circa 5.000 membri, Dio ha fatto entrare nella mia vita un uomo che mi ha davvero stimolato spiritualmente. Poco dopo, io e i miei figli abbiamo lasciato quella chiesa e abbiamo cominciato a riunirci in casa con alcuni altri credenti, anche se non eravamo completamente concordi. Tutte quelle famiglie si trasferirono poi in un’altra comunità, lasciandoci qui da soli per circa un anno e mezzo. Poi, per provvidenza divina, abbiamo trovato qui in Colorado una comunità di credenti che la pensavano come noi e abbiamo cominciato a frequentarla. Mia moglie non praticava ancora il velo sul capo, perché io non lo avevo ancora compreso. Ma, dopo alcuni mesi di frequenza a quella comunità e dopo aver approfondito un po’ la questione, mi confusi. Non riuscivo proprio a capirlo. Mi era sempre stato insegnato che i capelli lunghi di una donna fossero il velo, e mi era difficile liberarmi da quell’insegnamento. Così decisi di informarmi un po’ sulla storia della Chiesa. Non ci volle molto per capire che praticamente tutte le denominazioni, fino ai primi anni del Novecento, praticavano il velo, almeno durante il culto. Persino le immagini sulle pareti delle catacombe mostrano donne con veli di stoffa sul capo. Trovai anche un testo del II secolo di Tertulliano, in cui riportava alcune sue osservazioni dopo aver visitato la chiesa di Corinto, proprio quella a cui Paolo scrisse riguardo al velo. Notava che tutte le donne portavano un velo di stoffa sul capo. Ecco dunque una chiesa che capiva ciò che Paolo le diceva nella propria lingua madre, e tutti intendevano il velo come un velo di stoffa, non come i capelli! Poiché 1 Corinzi 1:2 indica esplicitamente che queste Scritture sono rivolte a tutti i santi, ovunque (e non soltanto a quella chiesa in quel tempo, come insegnano molte chiese moderne), questo bastò a convincermi, almeno sul piano intellettuale. Pensai che dovessi aver capito male le Scritture. Ero più incline a credere alla dottrina dei primi 1900 anni di storia della Chiesa che a quella degli ultimi 100, soprattutto considerando i frutti prodotti da quelle chiese rispetto a quelli di oggi. Così mia moglie cominciò a velarsi il capo e non ci volle molto perché iniziassimo a vedere le benedizioni. Eravamo al supermercato di una cittadina della zona e, mentre facevamo la spesa, un uomo messicano si avvicinò a mia moglie, indicò il suo capo e cominciò a parlare in spagnolo. Chiamò a gran voce sua moglie, che arrivò dall’angolo, anch’essa con il velo. Era assolutamente entusiasta di vedere un’altra credente che praticava questa usanza. Non sapeva parlare inglese e, benché avessi studiato un po’ di spagnolo alle superiori, in quel momento mi era uscito tutto dalla testa. Mi venne in mente una parola da dire, così dissi soltanto: «Cristo?» E lui cominciò ad annuire con enfasi e a dire: «Sì! Cristo! Bene!» Non riuscivamo affatto a parlare, ma entrambi avevamo Cristo, e questo bastava! Con qualche gesto capimmo che ci aveva visti entrare in quel negozio, che si trovava a circa 150 iarde da un K-mart, all’altra estremità del piccolo centro commerciale. Stavano uscendo dal K-mart e ci videro, con mia moglie col capo coperto, mentre entravamo in quel negozio; corsero entrambi fin laggiù per cercare di trovarci e salutare un fratello nella fede. Era così felice! Sembrava quasi che non avesse mai incontrato un’altra persona che praticasse il velo. A dire il vero, ero entusiasta anch’io, soprattutto perché appena 3 mesi prima ero solo con la mia famiglia e desideravo tanto trovare una comunità cristiana che la pensasse come noi. Il velo era come un segno, un segno esteriore molto distintivo, che siamo discepoli del Signore Gesù.

Comunque, anche se all’inizio non avevo compreso questa verità, da quando abbiamo cominciato a praticare il velo, ora mi è così evidente che non so come abbia fatto a non vederla prima. Nei 5 anni e mezzo trascorsi da allora, Dio è stato così fedele nel rivelarci le ragioni per cui una donna devota dovrebbe coprirsi il capo, e ci ha dato una comprensione sempre più profonda di ciò che significano le Scritture in 1 Corinzi 11. Mia moglie ha notato che persino le persone non devote della comunità la trattano con un certo rispetto, una delicatezza e una considerazione che prima non riceveva. Possiamo attribuire tutto questo soltanto alle benedizioni di Dio per aver ubbidito ai suoi comandamenti riguardo al coprirsi il capo, alla modestia e a uno spirito mite e tranquillo. Mi fa venire in mente il versetto che Gesù disse ai suoi discepoli in Giovanni 14:21: «Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è lui che mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui». La parola «manifestare» significa «venire alla vista», «mostrare» o «rivelare». Ho davvero constatato che è così. Se sappiamo che cosa Dio ci ha comandato, anche se non lo comprendiamo appieno, egli ci rivelerà la ragione e la benedizione legate al comandamento, se soltanto pieghiamo il cuore davanti a lui e ubbidiamo. Egli ci darà davvero comprensione e rivelazione.

Colorado

Riferimento alla rivista

Lettere preziose dai nostri lettori. . The Heartbeat of The Remnant, gennaio/febbraio 2006 · Volume 12 · Numero 1. Pagine di origine 34–35.

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