Nacque in una stalla, destinata alle bestie dei campi.
Fin dal principio avrebbe ceduto la propria volontà.
Non fu mai benvoluto; tutti gli uomini lo disprezzavano;
deriso e oltraggiato, ancora e ancora.
Sì, la sua missione su questa terra era davvero insolita,
non cercava denaro né amici, né cercava il successo.
Sapeva che il suo proposito era compiacere il Padre;
delle inezie terrene non si sarebbe curato.
Di certo non fu facile essere il Re dei re
e soffrire come un criminale, affrontando tutto ciò che ne conseguiva.
Avrebbe potuto convocare diecimila angeli a sud,
ma il Salvatore afflitto non aprì bocca.
Con lo sguardo rivolto alla ricompensa, sopportò il dolore;
fu spogliato e percosso crudelmente, e infine ucciso.
Ma perché avrebbe dovuto soffrire così volontariamente;
sopportare la croce e tutto il dolore che patì?
Perché aveva a cuore noi: per espiare il nostro peccato
versò il suo sangue e morì là, per farci diventare suoi familiari!
Ora ringrazio Dio per quel sacrificio così grande,
per aver provveduto l’Agnello e trasformato il mio destino.
Dico: «Gesù, mio Signore, è un Salvatore meraviglioso»;
ora il Padre e io abbiamo ristabilito il nostro rapporto!
–Barry Grant



