REMNANT Rivista

Parole incisive

Volare troppo in alto?

Numero originaleThe Heartbeat of The Remnant · marzo/aprile 2013 · Volume 19 · Numero 2

Nella mitologia greca esiste una strana favola che narra di un uomo che incontrò la morte perché volò troppo vicino al sole. Quell’uomo si chiamava Icaro. Secondo il racconto, Icaro e suo padre furono imprigionati sull’isola di Creta. Il padre, che era un maestro artigiano, ideò un modo per fuggire, costruendo per ciascuno di loro un paio di ali con piume, legno e cera. Prima della fuga, diede un paio di ali al figlio, ma lo avvertì che le piume erano attaccate soltanto con la cera. Per via di quella cera, gli disse che se avesse volato troppo vicino al sole, questa si sarebbe sciolta e le piume si sarebbero staccate. Iniziata la fuga, padre e figlio volarono senza difficoltà fuori dalla prigione. Ma, mentre salivano nell’aria, Icaro era così entusiasta della sensazione di volare che cominciò a salire sempre più in alto. Dimenticando l’avvertimento, Icaro volò troppo vicino al sole e alla fine accadde l’inevitabile: sotto il calore del sole diretto, la cera si sciolse, le piume caddero e Icaro precipitò in mare, dove trovò la morte!

È una storia bizzarra, piena di molte impossibilità scientifiche. Eppure, spesso viene usata come favola per insegnarci una lezione sui pericoli di sognare troppo in grande. La lezione ci insegna che se sogni troppo in grande, finirai per schiantarti al suolo e te ne pentirai.

A dire la verità, a volte mi sento molto simile a Icaro. Ho constatato che sognare in grande ha un prezzo, e spesso quel prezzo significa finire a faccia in giù. Qualcuno una volta disse: «Si è giovani quanto i propri sogni e vecchi quanto il proprio cinismo». Penso che ci sia molta verità in questo. Che cosa c’è in una persona positiva e visionaria che dà tanta vita? E, allo stesso modo, che cosa c’è nello stare in compagnia di persone pessimiste e ciniche che è così logorante?

Qual è dunque il giusto atteggiamento biblico nei confronti dell’idea di sognare in grande? La verità incoraggiante è che, in effetti, la «visione» e il «sognare» fanno parte dell’eredità che abbiamo ricevuto quando lo Spirito Santo fu sparso sulla chiesa a Pentecoste. Il libro degli Atti racconta:

Ma questo è ciò che fu detto per mezzo del profeta Gioele:
«E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni persona; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, e i vostri giovani avranno delle visioni, e i vostri anziani sogneranno dei sogni; e anche sui miei servi e sulle mie serve, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, ed essi profetizzeranno». Atti 2:16-18

Se lo leggete come faccio io, il libro degli Atti sembra dire che, insieme alla potenza e alla profezia date dallo Spirito, ci sono le benedizioni dello Spirito Santo: sogni e visioni. Notate che il libro degli Atti dice che sono i giovani a ricevere la «visione», ma, cosa interessante, prosegue dicendo che a sognare sono gli «anziani»—incredibile! Da giovani lo Spirito ci dà visione, ma non si ferma lì. Invece di diventare pessimisti e cinici con l’avanzare dell’età, lo Spirito Santo ci mantiene sognatori anche quando siamo ormai anziani! Che incoraggiamento, e che contrasto con la mentalità del «pensionamento» che permea oggi la cultura americana.

Con questo pensiero, riesco a immaginare due possibili scenari per il mio futuro. Secondo il tipico scenario americano, invecchiando e diventando più «saggio» nelle cose del mondo, mi renderei conto che le mie idee giovanili erano radicali e ingenue. Capirei che il tempo che mi resta su questa terra è poco, quindi dovrei godermi le «belle cose della vita» nel tempo che mi rimane. Con i risparmi accumulati, potrei passare il tempo facendo qualcosa come girare l’America in camper o fare varie vacanze all’estero. Forse ridacchierei persino di alcune delle idee entusiastiche che avevo da giovane… e starei attento a non sprecare altro tempo in idee stravaganti. Mi assicurerei invece di dedicare il mio tempo a me.

Incisione raffigurante Icaro che precipita dal cielo
Icaro precipita al suolo.

Ma questa non è l’immagine che il libro degli Atti mi dà quando descrive gli «anziani». Nel racconto della Pentecoste, gli anziani, pieni di Spirito Santo, continuano a sognare! In questo contesto, mi viene in mente una splendida immagine: quella di un uomo di Dio anziano e unto, che ripensando alla propria giovinezza non sorride con sufficienza delle sue aspirazioni visionarie. Al contrario, quest’uomo benedice il Signore per la visione che lo Spirito Santo gli diede quando era giovane. Inoltre, ora che è anziano, continua a desiderare di più di Dio e a sognare nuovi orizzonti che lui e i suoi fratelli più giovani potrebbero raggiungere, se solo lasciassero che Dio operasse in loro secondo la sua volontà.

È questa la vita che desidero, ma devo ammettere che spesso mi sento più simile a Icaro, il personaggio della favola greca, che a quell’anziano unto e sognatore descritto nel libro degli Atti. È allora che devo ricordare che quei doni di «visione» e di «sogni» di cui si parlò il giorno di Pentecoste non erano il prodotto di tecniche di auto-aiuto, pensiero positivo e atteggiamento ottimista; erano invece il frutto di una preghiera perseverante e del riempimento dello Spirito Santo.

Quando mi sento tentato dal pessimismo, dal cinismo e dal dubbio, devo ricordare che quegli atteggiamenti negativi non sono il frutto di una vita piena dello Spirito. Ci sono visioni e sogni che sono doni di Dio, promessi a chiunque li chieda sinceramente. (Luca 11) In quanto figlio di Dio, rientra nella mia eredità chiedere allo Spirito Santo la visione e continuare a chiedergli sogni fino alla fine della mia vita.

Voglio volare. Ma voglio volare non con ali di cera e piume, bensì per mezzo del suo Spirito. Volare così è diverso da ciò di cui parlavano i Greci quando parlavano del volo. Il racconto biblico del volo dice che, quando voliamo, lo facciamo perché Dio ci solleva dal basso. E, cosa ancora più importante, ci dice che tutto questo ha come scopo di portarci a lui… «come vi ho portati su ali d’aquila e vi ho condotti a me». Es. 19:4 Voglio volare con Dio, sognare più in alto di questo mondo e fare tutto ciò che Dio desidera per me nella mia vita. So che solo per mezzo del suo Spirito ho anche solo una possibilità.

In questo numero affrontiamo questo ingresso nel cammino secondo lo Spirito. È necessario che nasciamo dallo Spirito, altrimenti il nostro cristianesimo è soltanto una mera forma. Esaminiamo anche come comportarci di fronte alla cultura cananea che ci circonda e come gestire quella parte più pericolosa della cultura cananea americana: il denaro.

Che questo numero di The Heartbeat of the Remnant ti spinga a sognare e a volare in alto con Cristo nei luoghi celesti.

~Fratello Dean

Riferimento alla rivista

Volare troppo in alto?. ~Bro. Dean. The Heartbeat of The Remnant, marzo/aprile 2013 · Volume 19 · Numero 2. Pagine di origine 3, 9.

Ephrata Christian Fellowship

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