# Sul pericolo di accrescere le ricchezze

Lingua: it  
Autore: John Wesley  
Numero originale: The Heartbeat of The Remnant, marzo/aprile 2013, Numero 2  
Pagine di origine: 28–32  
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PDF originale: 2013\-03\-Remnant\(1\)\.pdf
[The Heartbeat of The Remnant, marzo/aprile 2013](<https://remnant.truechristian.church/it/issues/heartbeat-remnant-2013-03/>)

![Una mano che prende denaro attraverso una staccionata di legno](<https://remnant.truechristian.church/images/articles/816d80f0-e3dd-46a6-ae6e-03214e209890-1.jpg>)

![Firma autografa riprodotta in facsimile di John Wesley](<https://remnant.truechristian.church/images/articles/816d80f0-e3dd-46a6-ae6e-03214e209890-2.jpg>)

*Se le ricchezze aumentano, non attaccare a esse il tuo cuore\. Sal 62:10\.*

## Introduzione

Aveva 87 anni e si sentiva \(come scrisse lui stesso\) come uno «con gli occhi offuscati, le mani tremanti e i piedi malfermi»\. Ma aveva ancora un messaggio da trasmettere\. Con una veemenza che sembra persino maggiore del suo consueto fervore, John Wesley mise in guardia il suo popolo da un grande pericolo: le ricchezze\. Da un piccolo gruppo, il suo movimento era cresciuto fino a contare 135\.000 membri e oltre 500 predicatori itineranti\. La sua predicazione fu efficace nel cambiare sensibilmente il clima morale ed etico dell’Inghilterra, al punto che gli viene attribuito il merito di aver salvato l’Inghilterra da un bagno di sangue come quello che si verificò in seguito nella Rivoluzione francese\. Ma un male sinistro si annidava tra il suo popolo, e Wesley usò alcune delle sue ultime forze per chiamare questo male con il suo nome\.

Possiamo noi, che siamo molte volte più ricchi della gente ai tempi di John Wesley, avere orecchi per ascoltare\.

\(Si noti che alcuni passi dell’inglese di Wesley sono stati aggiornati e che i sottotitoli non sono originali\. La firma sotto il titolo è una riproduzione in facsimile della sua firma autografa\.\)

Da questa esplicita dichiarazione del nostro Signore: «È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli», possiamo facilmente capire che nessuno può *possedere* ricchezze senza esserne gravemente messo in pericolo\. Ma se è tanto grande il pericolo del solo possederle, quanto è più grande il pericolo di *accrescerle*\! Questo pericolo è grande anche per coloro che ricevono ciò che è stato loro trasmesso dai loro antenati; ma è assai maggiore per coloro che le acquisiscono con la loro abilità e il loro lavoro\. Perciò nulla può essere più prudente di questo avvertimento: «Se le ricchezze aumentano, non attaccare a esse il tuo cuore»\. Sal 62:10

È vero, le ricchezze e il loro aumento sono un dono di Dio\. Eppure bisogna fare molta attenzione affinché ciò che è destinato a essere una benedizione non si trasformi in una maledizione\. Per evitarlo, è molto opportuno considerare seriamente:

<ol type="I">
    <li>Che cosa si intende per ricchezze e quando si può dire che aumentano.</li>
    <li>Che cosa comporta attaccare a esse il nostro cuore e come possiamo evitarlo.</li>
  </ol>

## Che cosa si intende per «ricchezze»?

Consideriamo, anzitutto, che cosa si intende qui per ricchezze\. In effetti, alcuni potrebbero immaginare che sia quasi impossibile fraintendere il significato di questa parola comune\. Eppure, in realtà, migliaia di persone cadono in questo errore, e molte di loro del tutto innocentemente\. Qualche anno fa, un personaggio illustre, ascoltando un sermone predicato su questo argomento, tra la sorpresa e l’indignazione esclamò ad alta voce: «Perché parla qui di ricchezze? A Whitehaven non c’è nessun ricco, tranne Sir James L\-\-\-\-r»\.

Ed è vero che nessuno, tranne lui, aveva 40\.000 £<sup>1</sup> all’anno e alcuni milioni in contanti\. Ma può essere ricco un uomo che non ha 100 £ all’anno, né tantomeno 1\.000 £ in contanti\. Chiunque abbia cibo da mangiare e vestiti da indossare, e qualcosa in più, è ricco\. Chiunque abbia il necessario e le comodità della vita per sé e per la propria famiglia, e qualcosa che gli avanzi per chi non ne ha, è propriamente un uomo ricco, a meno che non sia un avaro, un amante del denaro, uno che accumula ciò che potrebbe e dovrebbe dare ai poveri\. Se è così, infatti, resta un pover’uomo, anche se ha milioni in banca; anzi, è il più povero degli uomini; perché:

I mendicanti deplorano soltanto una sorte comune;  
 il ricco pover’uomo è povero in modo assoluto\.

## Attenti a giudicare

Ma qui si può fare un’eccezione\. Una persona può avere più del necessario e delle comodità per la propria famiglia, e tuttavia non essere ricca\. Può infatti essere indebitata, e i suoi debiti possono superare il valore di ciò che possiede\. Se è così, non è un uomo ricco, per quanto denaro abbia in mano\. Sì, un uomo d’affari può temere che questa sia la reale condizione dei suoi affari, che lo sia o meno; e allora non può essere generoso quanto vorrebbe, per paura di commettere un’ingiustizia\. Quanti di coloro che sono impegnati nel commercio si trovano proprio in questa condizione\! Soprattutto quelli che commerciano su vasta scala, perché i loro affari sono spesso così intricati che è impossibile stabilire con esattezza quanto possiedano o, in effetti, se possiedano qualcosa o nulla\. Non dovremmo tenerne debitamente conto?

E guardatevi dal formulare giudizi affrettati sulla fortuna altrui\. Nella situazione di una persona possono esserci segreti che pochi conoscono, oltre a Dio\. Alcuni anni fa dissi a un gentiluomo: «Signore, temo che lei sia avaro»\.

Mi chiese: «Perché lo teme?»

Risposi: «Un anno fa, quando feci una colletta per le spese di riparazione della Foundery, lei sottoscrisse cinque ghinee\. Alla colletta di quest’anno ha sottoscritto soltanto mezza ghinea»\.

Non rispose, ma dopo un po’ mi chiese: «La prego, signore, mi risponda a una domanda: perché vive di patate?» \(Lo feci per tre o quattro anni\.\)

Risposi: «Ha giovato molto alla mia salute»\.

Replicò: «Credo di sì\. Ma non lo ha fatto anche per risparmiare denaro?»

Dissi: «Sì; perché ciò che risparmio sulla spesa per il mio cibo serve a sfamare un’altra persona che altrimenti non avrebbe nulla»\.

«Ma, signore», disse, «se questo è il suo motivo, può risparmiare molto di più\. Conosco un uomo che va al mercato all’inizio di ogni settimana: lì compra pastinache per un penny, che cuoce in una grande quantità d’acqua\. Le pastinache gli servono da cibo e l’acqua da bere per tutta la settimana successiva\. Così cibo e bevanda insieme gli costano soltanto un penny alla settimana»\.

Lo faceva regolarmente, pur guadagnando allora 200 £ all’anno,<sup>2</sup> così da poter pagare i debiti che aveva contratto prima di conoscere Dio\! Ed era proprio lui l’uomo che avevo giudicato avaro\!

## E voi?

Ma ci sono persone che sanno davanti a Dio di essere ricche\. E, senza dubbio, alcuni tra *voi* fanno parte di questo numero\. Avete più beni di questo mondo di quanti siano necessari a voi o alla vostra famiglia\. Ciascuno esamini la propria situazione\. Le *vostre ricchezze* aumentano? Non capite questa espressione così chiara? Non avete più denaro, o più beni equivalenti in valore, di quanti ne aveste 10 o 20 anni fa, oppure alla stessa data l’anno scorso? Se tenete i conti, potete saperlo facilmente\. Anzi, dovreste saperlo; altrimenti, non siete buoni amministratori neppure sotto questo aspetto del mammona dell’ingiustizia\. E ogni uomo, che sia o no impegnato nel commercio, dovrebbe sapere se i suoi beni diminuiscono o aumentano\.

Ma molti hanno trovato il modo di non essere mai ricchi, per quanto aumentino i loro beni\. È questo: man mano che il denaro entra, lo investono, in terreni oppure nell’espansione della loro attività\. In questo modo ciascuno di loro, mantenendo basse le proprie disponibilità liquide, può ancora dire: «Non sono ricco»\. Può dirlo anche se possiede 10, 20 o 100 volte più beni di quanti ne avesse qualche anno fa\.

Un caso recente può chiarire la questione: alcuni anni fa un gentiluomo si recò da un mercante di Londra e gli disse: «Signore, la prego di darmi una ghinea<sup>3</sup> per una famiglia meritevole che si trova in grande difficoltà»\.

Questi rispose: «In verità, signor M\., al momento non posso permettermi facilmente di dargliela; ma se tornerà da me quando il mio patrimonio sarà di 10\.000 £, le darò dieci ghinee»\.

Dopo un po’ di tempo, il signor M\. tornò da lui e disse: «Signore, le ricordo la sua promessa; ora il suo patrimonio è di 10\.000 £»\.

Rispose: «È verissimo; ma le assicuro che ora mi è molto più difficile rinunciare a una ghinea di quanto lo fosse allora»\.

È possibile ingannare se stessi con questo espediente ingegnoso\. E si possono ingannare anche gli uomini, perché «finché fai del bene a te stesso, gli uomini parleranno bene di te»\. «È un uomo davvero *perbene*», dice il londinese, «possiede un bel gruzzolo» \(100\.000 £\)\. Ma, ahimè, non può ingannare Dio, né può ingannare il diavolo\. Ah, no\! La maledizione di Dio è già su di te e su tutto ciò che possiedi\. E domani, quando il diavolo si impadronirà della tua anima, non ti dirà forse: «A che ti servono tutte le tue ricchezze?» Ti compreranno un guanciale per il capo nel lago di fuoco ardente di zolfo? O ti procureranno una coppa d’«acqua per rinfrescarti la lingua», mentre sei tormentato in quella fiamma? Oh, segui la saggia indicazione qui data, affinché Dio non ti dica: «Stolto\!»

Questi giochi mentali, dunque, non serviranno\. Non saranno una protezione né contro l’ira di Dio né contro la malizia e il potere del diavolo\. Sei già colpevole di «attaccare il tuo cuore» alle ricchezze, se reinvesti tutto ciò che hai oltre le comodità della vita per accumulare denaro su denaro, casa su casa o campo su campo, senza dare ai poveri almeno un decimo del tuo reddito \(la proporzione ebraica\)\. In qualunque modo aumentino le tue ricchezze, con o senza fatica, attraverso il commercio, le eredità o in qualunque altro modo, se le tue opere di carità non aumentano nella stessa misura, se non dai un decimo intero dei tuoi beni, del tuo reddito fisso e occasionale, senza dubbio attacchi il tuo cuore all’oro, ed esso «ti divorerà le carni come fuoco»\!<sup>4</sup>

## La durezza di cuore dell’avarizia

Ma, oh, chi può convincere un ricco che attacca il suo cuore alle ricchezze? Per ben più di mezzo secolo ho parlato di questo argomento con tutta la franchezza di cui ero capace\. Ma con quanto poco effetto\! Dubito di aver convinto, in tutto quel tempo, cinquanta avari della loro avarizia\. Quando l’amante del denaro veniva descritto con la massima chiarezza e dipinto con i colori più vividi, chi si riconosceva in quella descrizione? A chi Dio e tutti quelli che lo conoscevano dicevano: «Sei tu quell’uomo\!»? Se Egli parla a qualcuno di voi qui presenti, oh, non tappatevi le orecchie\! Dite piuttosto, con Zaccheo: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho fatto torto a qualcuno, gli restituisco quattro volte tanto»\. Non voleva dire che lo avesse già fatto in passato, ma che era deciso a farlo d’ora in poi\. Ti scongiuro davanti a Dio, amante del denaro, di «andare e fare altrettanto»\!

Ho un messaggio di Dio per te, o ricco, che tu voglia ascoltare o no\. Le ricchezze sono aumentate per te; a rischio della tua anima, «non attaccare a esse il tuo cuore»\! Sii grato a Colui che ti ha dato un tale talento, tanta capacità di fare il bene\. Eppure non osare rallegrartene se non con timore e tremore: «Guardati dall’attaccarti a esse, per non restarne intrappolato e perire»\. Non farne il tuo scopo, la tua gioia più grande, la tua felicità, il tuo dio\! Bada a non aspettarti la felicità dal denaro, né da nulla che si possa comprare con esso, gratificando il desiderio della carne, il desiderio degli occhi o la superbia della vita\.

Ma veniamo ai particolari e accertiamoci che ciascuno di voi sia sincero con la propria anima\. Se qualcuno di voi possiede ora il doppio, il triplo o il quadruplo dei beni che aveva quando vide per la prima volta il mio volto, esamini attentamente se stesso per vedere se non attacca il proprio cuore, anche non direttamente al denaro o alle ricchezze in sé, almeno ad alcune delle cose che si possono comprare con esse; il che equivale alla stessa cosa\. L’apostolo Giovanni include tutto questo sotto il nome generale di *mondo*; e chiama «amore del mondo» il desiderio di tali cose, o il cercarvi la felicità\.

## Definire «il mondo»

Egli lo divide in tre rami: «il desiderio della carne, il desiderio degli occhi e la superbia della vita»\. Esaminatevi attentamente a questo riguardo\.

- Primo, quanto al «desiderio della carne»\. Credo che significhi *cercare la felicità nelle cose che soddisfano i sensi*\. Per fare un esempio: non cercate forse la felicità aumentando il piacere del *gusto*? Per essere più precisi: non *mangiate* più abbondantemente o più ricercatamente di quanto faceste dieci o vent’anni fa? Non consumate più *bevande*, o bevande più *costose*, di allora? Dormite ancora su un letto altrettanto duro di quello di una volta, se la vostra salute lo consente? Per toccare un altro punto: ora che siete ricchi, *digiunate* con la stessa frequenza di quando eravate poveri? Non dovreste farlo, con ogni ragione, più spesso anziché meno? Temo che il vostro stesso cuore vi condanni\. Non siete esenti da colpa in questa materia\.
- Il secondo ramo dell’amore del mondo, «il desiderio degli occhi», ha una portata più ampia\. Possiamo intendere con ciò *la ricerca della felicità nel soddisfare l’immaginazione* \(cosa che si fa soprattutto attraverso gli occhi\), per mezzo di oggetti grandiosi, nuovi o belli \(se non si possono ricondurre tutti a un unico genere, dal momento che né gli oggetti grandiosi né quelli belli piacciono quando è svanita la loro novità\)\. Ma non sono forse le cose più vuote piacevoli finché sono nuove? Alcuni di voi non cercano forse, in nome della novità, una parte considerevole della propria felicità nel più vuoto dei vuoti: l’abbigliamento? Non vi dedicate più denaro, o \(che è lo stesso\) più tempo o fatica di una volta? Dubito che ciò si faccia per piacere a Dio\. Allora piace al diavolo\. Se alcuni anni fa avevate messo da parte i vostri ornamenti superflui — polsini arricciati, collane, cuffiette a ragnatela, cappellini brutti e sconvenienti,<sup>5</sup> biancheria costosa, pizzi dispendiosi — non li avete forse ripresi, sfidando la religione e la ragione?<sup>6</sup>

Forse dite che ora *potete permettervi* quella spesa\. Questa è l’essenza stessa dell’assurdità\. Chi vi ha dato questo aumento di fortuna o, per parlare propriamente, ve lo ha *prestato*? Anzi, per parlare ancora più propriamente, chi lo ha depositato per un po’ nelle vostre mani, come amministratori suoi, informandovi al tempo stesso degli scopi per cui ve lo affidava? E potete *permettervi* di sprecare i beni del vostro Signore, dei quali dovrete rendere conto in ogni loro parte, o di usarli in qualsiasi modo diverso da quello che Egli ha espressamente stabilito? Basta con questa vile cantilena diabolica\! Non esca mai più dalle vostre labbra\. Questo *potersi permettere* di derubare Dio è proprio la cantilena dell’inferno\.

Non sapete che Dio vi ha affidato quel denaro — tutto ciò che supera quanto serve a comprare il necessario per le vostre famiglie — per sfamare gli affamati, vestire gli ignudi, aiutare lo straniero, la vedova e l’orfano; e, in effetti, per soccorrere, fin dove basta, i bisogni di tutta l’umanità? Come potete, come osate, defraudare il vostro Signore destinandolo a qualsiasi altro scopo? Quando vi affidò poco, non ve lo affidò forse perché impiegaste tutto quel poco nel fare il bene? E quando vi affidò di più, non vi affidò forse quel denaro aggiuntivo perché faceste tanto più bene quanto maggiori erano le vostre possibilità? Avevate forse più diritto di sprecare una sterlina, uno scellino o un penny di quanto ne aveste prima? Non avete dunque più diritto di gratificare il desiderio della carne o il desiderio degli occhi ora di quando eravate mendicanti\. Oh, no\! Non ripagate così miseramente il vostro Signore benefico\! Al contrario, più Egli vi affida, più dovete essere solleciti nell’impiegare ogni centesimo secondo le sue disposizioni\.

## Impiegare ogni centesimo come fanno gli angeli

Angeli di Dio, servi suoi che fate continuamente la sua volontà: il nostro comune Signore ha affidato anche a voi talenti assai più preziosi dell’oro e dell’argento, affinché svolgiate i vostri diversi incarichi al servizio degli eredi della salvezza\. Non impiegate forse ogni centesimo di ciò che avete ricevuto per lo scopo per cui vi è stato dato? E non ci ha forse ordinato di fare la sua volontà sulla terra come voi la fate in cielo? Fratelli, che cosa stiamo facendo? Svegliamoci\! Alziamoci\! Imitiamo quei ministri ardenti\! Impieghiamo tutta la nostra anima, il nostro corpo e i nostri beni secondo la volontà del nostro Signore\! Rendiamo a Dio quel che è di Dio: tutto ciò che siamo e tutto ciò che abbiamo\!

La maggior parte di coloro che attaccano il cuore alle ricchezze quando queste aumentano lo fa indirettamente, come in alcuni degli esempi precedenti che ho raccontato\. Ma ve ne sono altri che lo fanno più direttamente, essendo propriamente «amanti del denaro»\. Lo amano per se stesso, non soltanto per ciò che permette di ottenere\. Ma questo vizio si riscontra molto raramente nei bambini o nei giovani; si trova soltanto, o soprattutto, nei vecchi, in coloro che hanno meno bisogno di denaro e meno tempo per goderne\.

Non si potrebbe essere indotti a pensare che in molti casi si tratti di un male punitivo, di un male che punisce il peccato; che quando un uomo ha nascosto per molti anni nella terra il suo prezioso talento, Dio lo consegni a Satana, affinché lo punisca con un amore smodato per esso? Allora è tormentato sempre più da quella «esecrabile fame d’oro» che non può mai essere saziata\. No, è verissimo ciò che osserva persino il pagano: «Come il denaro, così cresce l’amore per il denaro; aumenta nella stessa proporzione»\. Come nell’idropisia: più bevi, più hai sete, finché quella sete inestinguibile ti precipita nel fuoco che non sarà mai spento\!

«Ma non c’è alcun modo», potreste chiedere, «per prevenire o curare questa terribile malattia?» C’è un modo per prevenirla, che è anche un rimedio; e credo che non ce ne sia nessun altro sotto il cielo\. Eccolo\. Dopo aver *guadagnato* \(con le cautele già indicate\) *tutto ciò che potete* e aver *risparmiato tutto ciò che potete*, senza farvi mancare nulla, non spendete nemmeno una sterlina, uno scellino o un penny per gratificare il desiderio della carne, il desiderio degli occhi o la superbia della vita; né, in verità, per alcun altro scopo che non sia piacere e rendere gloria a Dio\. Dopo aver evitato lo scoglio a destra, guardatevi da quello a sinistra\. In secondo luogo: *non accumulate nulla*\. Non mettete da parte tesori sulla terra, ma *date tutto ciò che potete*, cioè tutto ciò che avete\. Sfido tutti gli uomini sulla terra, e persino tutti gli angeli in cielo, a trovare un altro modo per estrarre il veleno dalle ricchezze\.

![Statua di John Wesley con un libro aperto in mano](<https://remnant.truechristian.church/images/articles/816d80f0-e3dd-46a6-ae6e-03214e209890-3.jpg>)

## L’ultimo consiglio di Wesley

Lasciatemi aggiungere ancora una parola\. Dopo avervi servito per sessanta o settant’anni, con gli occhi offuscati, le mani tremanti e i piedi malfermi, vi do un ultimo consiglio prima di sprofondare nella polvere\. Fate attenzione a queste parole di san Paolo: *«Quelli che desiderano»*, o si sforzano *«di diventare ricchi»*, in quel preciso momento *«cadono nella tentazione»*\. Sì, in un profondo abisso di tentazioni dal quale soltanto l’onnipotenza può liberarli\. *«Cadono in un laccio»* — la parola significa propriamente *una trappola d’acciaio*, che riduce istantaneamente *in pezzi* l’animale che vi è caduto — *«e in molti desideri insensati e dannosi, che precipitano gli uomini nella rovina e nella perdizione»*\. Voi, più di tutti gli uomini, che ora prosperate nel mondo, non dimenticate mai queste parole tremende\! Quanto è indicibilmente scivoloso il vostro cammino\! Quanto è pericoloso ogni passo\! Il Signore Dio vi renda capaci di vedere il vostro pericolo e vi faccia prendere profondamente coscienza di esso\! Oh, possiate «risvegliarvi a sua somiglianza e saziarvene»\!

Permettetemi di avvicinarmi ancora un poco\. Forse non vi disturberò più su questo argomento\. Provo dolore per voi che siete «ricchi in questo mondo»\. Date tutto ciò che potete? Voi che ricevete 500 £ all’anno e ne spendete soltanto 200, restituite a Dio le 300 £? Se no, derubate certamente Dio di quelle 300 £\. Voi che ricevete 200 £ e ne spendete soltanto 100, date a Dio le 100 £? Se no, lo derubate proprio di quella somma\.

## Scuse

«Ebbene, non posso fare ciò che voglio di quello che è mio?» Ecco il fondamento del vostro errore\. *Non* è vostro\. Non può esserlo, a meno che non siate il Signore del cielo e della terra\.

«Comunque, devo provvedere ai miei figli»\. Certamente\. Ma come? Facendoli diventare *ricchi*? Allora probabilmente li renderete pagani, come alcuni di voi hanno già fatto\.

«Che cosa devo fare, dunque?» Signore, parla ai loro cuori, altrimenti il predicatore parla invano\! Lasciate loro abbastanza per vivere, non nell’ozio e nel lusso, ma con un lavoro onesto\. E se non avete figli, in base a quale principio scritturale o razionale potete lasciare un solo groat più di quanto basti a seppellirvi? Vi prego di considerare: che vantaggio avete da ciò che lasciate? Che differenza fa lasciare 10\.000 £ oppure 10\.000 scarpe e stivali?

Oh, non lasciate nulla dietro di voi\! Mandate tutto ciò che avete davanti a voi, in un mondo migliore\! Prestatelo, prestatelo tutto al Signore, e vi sarà restituito\! C’è forse pericolo che venga meno la sua fedeltà? È salda come le colonne del cielo\. Presto, presto, fratelli miei, presto, prima che siate chiamati via senza aver messo al sicuro ciò che possedete con questa garanzia\! Quando sarà fatto, potrete dire con audacia: «Ora non mi resta altro da fare che morire\! Padre, nelle tue mani affido il mio spirito\! Vieni, Signore Gesù\! Vieni presto\!» \~

<sup>1</sup> £ è il simbolo della sterlina britannica\. È alquanto difficile determinare il valore del denaro attraverso secoli e culture diverse\. Per dare un’idea generale, un lavoratore comune in Inghilterra nel 1780 poteva guadagnare 2\-3 £ al mese\. Sarebbe paragonabile a guadagnare circa 300\-400 $ al mese nell’economia statunitense di oggi\.

<sup>2</sup> Come menzionato nella nota precedente, probabilmente il salario medio di un lavoratore comune di quel tempo si aggirava intorno alle 30 £ all’anno\.

<sup>3</sup> Circa 1 £\.

<sup>4</sup> Il riferimento di Wesley alla decima potrebbe dare l’impressione che incoraggi soltanto a versare regolarmente una decima\. Ma si noti che il contesto è quello del «reinvestimento»\. Molti ritengono di dover reinvestire i profitti per guadagnare di più e avere così di più da dare in seguito\. Wesley dubita di questa «saggezza» e incoraggia a dare subito ai poveri un *minimo* del 10%, invece di reinvestirlo\. L’idea di reinvestire i profitti per avere di più da dare in seguito è carica di tentazioni\. Molti sembrano non andare mai oltre il reinvestimento e, invece di dare di più in seguito, reinvestono di nuovo\.\.\. e ancora\.\.\. e ancora\. E il denaro non arriva mai ai poveri\.

<sup>5</sup> Senza dubbio Wesley si riferisce a un certo tipo di cappellino alla moda che riteneva brutto, non ai cappellini in generale\.

<sup>6</sup> In questo messaggio Wesley non arriva mai a esporre il terzo aspetto, «la superbia della vita»\.

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  <p>Questo articolo è stato tradotto con l’intelligenza artificiale di OpenAI (modello: gpt-6.1-sol) e non è ancora stato revisionato da una persona. L’originale inglese è la versione autorevole. In caso di dubbi sul significato, consultare l’originale inglese. <a href="/en/christian-living/on-the-danger-of-increasing-riche/" data-source-article-id="816d80f0-e3dd-46a6-ae6e-03214e209890" hreflang="en">Originale inglese</a></p>
</aside>

## Riferimento alla rivista

- [Firma autografa riprodotta in facsimile di John Wesley](<https://remnant.truechristian.church/images/articles/816d80f0-e3dd-46a6-ae6e-03214e209890-2.jpg>): John Wesley
