# Piangete per voi stessi

VITA CRISTIANA

Lingua: it  
Autore: Lee Rufener  
Athens, WI  
Numero originale: The Heartbeat of The Remnant, Primavera 2020, Numero 1  
Pagine di origine: 9–11  
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PDF originale: Spring\-2020\-Remnant\.pdf
[The Heartbeat of The Remnant, Primavera 2020](<https://remnant.truechristian.church/it/issues/heartbeat-remnant-2020-spring/>)

*E lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si lamentavano e facevano cordoglio per lui\. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figli –Luca 23:27\-28\.*

Il nostro Signore iniziò il suo ministero di predicazione in modo piuttosto consueto: in una chiesa, leggendo un passo della Scrittura: *…E cominciò a dire loro: Oggi questa Scrittura si è adempiuta nei vostri orecchi –Luca 4:21\.* Nei tre anni successivi, dalle parabole alle profezie, molte predicazioni sgorgarono dalle labbra dell’Unto del Signore; eppure non avremmo mai immaginato che il suo messaggio finale si sarebbe concluso in modo così anomalo\. Dopo essere stato brutalmente maltrattato e schernito, il Cristo livido, percosso e sanguinante intraprese la dolorosa salita lungo la Via Dolorosa verso il Golgota\. La tradizione ci dice che cadde sotto la croce, ma la Scrittura non lo conferma\. È qui che Gesù rallenta il passo per rivolgere il suo ultimo discorso pubblico alle donne sul ciglio della strada, che si lamentano della sua sorte\.

Luca è l’unico evangelista a registrare questo episodio, poiché spesso presta maggiore attenzione al ministero delle donne nella vita di Cristo\. Solo da lui apprendiamo di *…Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode, e Susanna, e molte altre, che lo assistevano con i loro beni –Luca 8:3\.* Da lui apprendiamo della visita di Gabriele a Maria, dei suoi pensieri intimi riguardo alla nascita verginale e della sua visita a Elisabetta; di Anna la profetessa; della vedova di Nain; dell’unzione del Signore da parte della donna che era peccatrice; e della rivalità tra sorelle di Maria e Marta a Betania\. Non sorprende dunque che si sottolinei l’adempimento della profezia da parte delle donne: *…guarderanno a me, a colui che hanno trafitto, e faranno cordoglio per lui, come si fa cordoglio per un figlio unico, e saranno amareggiati per lui, come si è amareggiati per un primogenito\. In quel giorno vi sarà un grande cordoglio in Gerusalemme… E il paese farà cordoglio, ogni famiglia da sola; la famiglia della casa di Davide da sola, e le loro mogli da sole; … e le loro mogli da sole; … e le loro mogli da sole; … e le loro mogli da sole; … ogni famiglia da sola, e le loro mogli da sole –Zaccaria 12:10\-14\.*

Queste ***mogli da sole***, essendo di natura più mite, sono tradizionalmente più inclini a offrire compassione e lacrime dei loro corrispettivi maschili\. Chi, dunque, in un momento di dolore potrebbe rifiutare il loro tocco gentile, le loro appassionate condoglianze e la loro pietà partecipata? Il nostro Signore\! Colui che spesso troviamo prodigo di grande compassione verso le folle può certamente essere toccato dal sentimento delle nostre infermità\. Eppure qui vediamo che Egli resiste e rimprovera le offerte di cordoglio delle donne che lo incoraggiano\. È diventato insensibile nella sua ultima ora? Poiché è il Figlio stesso di Dio, l’Agnello senza difetto, non dobbiamo pensarlo\.

Benché le loro lacrime sembrassero preferibili alle grida della folla che chiedeva la crocifissione, Cristo dichiarò inadeguato il loro gesto\. Dobbiamo distinguere questo gruppo di donne da un altro: le *…molte donne* \[che\] *erano là a guardare da lontano… –Matteo 27:55\.* Suggerirei che queste siano donne solidali di Gerusalemme: piangitrici professioniste che il giorno dopo avrebbero dimenticato di aver pianto quel giorno\. Queste donne volubili, esperte nel levare alte grida di lamento, giunsero alla casa di Iairo prima dell’arrivo di Cristo\. Quando Egli dichiarò che la defunta *non è morta, ma* \[che\] *dorme –Marco 5:39*, smisero subito di fare cordoglio; *E lo deridevano… –Marco 5:40\.* Naturalmente, questa è solo una mia congettura personale; tuttavia, l’esortazione profetica che conclude questo discorso sulla distruzione imminente di Gerusalemme e sui giorni malvagi a venire non era rivolta ai suoi seguaci \(ai quali era stato detto di fuggire\), bensì ai Giudei che opponevano resistenza\.

**E così, li rimprovera con fermezza: non piangete\!**

Nessuno disprezza la loro naturale empatia\. Le nostre emozioni sono fugaci quanto l’ambiente che le suscita\. In un dato momento possiamo sentirci molto teneri senza avere neppure un grammo di Spirito Santo\. Possiamo supporre che le nostre lacrime appassionate sgorghino da un cuore di carne, ma l’umidità può anche condensarsi su un freddo cuore di pietra\. Gesù le ammonisce con fermezza per il loro pianto\. Non si tratta di un semplice gentile promemoria: «Non dovete preoccuparvi per me, starò bene»\. Qui vediamo un rimprovero energico, che ordina loro di non piangere\. Le loro lacrime ben intenzionate cadevano su un terreno infruttuoso, e Cristo non vuole che sia così\. Gesù non condanna le espressioni sentimentali e certamente non denuncia la compassione né il piangere con e per gli altri nel momento della sofferenza\. Ma le lacrime di queste donne non facevano che infangare il cammino, perché erano versate per l’ingiustizia, la perdita personale e il dolore che sentivano\. Quest’uomo piaceva loro\. Andava attorno facendo del bene\. Speravano che le avrebbe liberate dalla tirannia romana\.

> «Un momento per dar libero sfogo al dolore,  
>  sorgano riconoscenti i nostri affanni,  
>  e lavino via le macchie di sangue  
>  con torrenti dai vostri occhi\.  
>  Oh, venite e piangete con me per un poco;  
>  oh, venite al fianco del Salvatore\.  
>  Oh, venite, piangiamo insieme:  
>  Gesù, il nostro Signore, è crocifisso\.  
>  Non abbiamo lacrime da versare per lui,  
>  mentre i soldati scherniscono e i Giudei deridono?  
>  Ah\! Guardate con quanta pazienza pende;  
>  Gesù, il nostro Signore, è crocifisso»\.

Benché queste parole antiche e miope ci invitino a piangere per il nostro Signore, Egli stesso non lo fa\. Così spesso ci troviamo in situazioni analoghe e rifiutiamo di riconoscere le nostre lacrime ribelli\. Piangiamo dal profondo del dolore provocato dall’angoscia emotiva, fisica, spirituale e mentale\. È naturale\. Un film hollywoodiano o un romanzo frivolo può commuoverci allo stesso modo\. La compassione emotiva non suscita peccato, ma il discorso d’addio del nostro Signore ci invita a piantare le nostre lacrime altrove, e così Egli ci esorta: «non piangete per me»\.

**Quando contempliamo la sofferenza del nostro Signore, dobbiamo guardare a qualcos’altro: la croce\!**

Nella sua sofferenza per noi, dobbiamo vedere che Egli sta facendo esattamente ciò per cui è venuto volontariamente: *Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore… Per questo il Padre mi ama: perché io depongo la mia vita, per riprenderla poi –Giovanni 10:11\-17\.* Mentre il gruppo di donne piangeva e si disperava, Dio guardava dall’alto e sorrideva: *Eppure piacque al SIGNORE di fiaccarlo; egli lo fece soffrire: quando avrà fatto della sua anima un’offerta per il peccato, vedrà la sua discendenza, prolungherà i suoi giorni, e il piacere del SIGNORE prospererà nelle sue mani\. Egli vedrà il frutto dell’affanno della sua anima e ne sarà soddisfatto… –Isaia 53:10\-11\.* Questa scena era stata stabilita da tempo *…secondo il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi lo prendeste e, per mano d’iniqui, lo crocifiggeste e lo uccideste –Atti 2:23\.* Benché i sentimenti impulsivi di Pietro ne avessero respinto il menzionarla, *…ma per questo sono giunto a quest’ora –Giovanni 12:27\.* Come Pietro, piangiamo e ci opponiamo a Cristo che porta il legno, temendo che anche noi dovremo portarlo sulle spalle\. Ecco il culmine della salvezza umana voluto da Dio, e veniva accolto con rammarico\. Il Figlio aveva «reso la sua faccia dura come la pietra» per conquistare il peccato del mondo\. Dovremmo sminuire tutto questo con le nostre lacrime? Qui siamo chiamati a un radicale cambiamento di prospettiva\.

Non piangere per la crocifissione, ma considera le nostre trasgressioni che lo inchiodarono là\. Non piangere per il Salvatore morente, ma fai cordoglio per il peccatore\. Non versare lacrime sul bisturi del chirurgo, ma piangi per il tumore in espansione che quel bisturi deve asportare\. Non lamentarti del rimedio contro il peccato, ma piangi per la sua radice\. Non venerare la vecchia, ruvida croce, ma lamenta la vecchia causa dissoluta\. Cristo sopportò volentieri la croce per la gioia che gli era posta dinanzi\. La sapienza spirituale richiederà che gettiamo al vento il nostro intuito ed esultiamo\. La croce non è un emblema che richiede la nostra compassione, ma l’espressione divina del suo amore per noi\. Gesù scelse la croce, venne per la croce, pregò per la croce, e infine conquistò il peccato sperimentando personalmente la croce\. Non c’è motivo di piangere\. In nessun luogo ci viene detto di provare pena per il nostro Signore\.

**Il nostro Signore morente ci esorta: non piangete per me, ma piangete per…**

### …voi stessi

Siamo noi la causa di una scena tanto cruenta, e ogni cuore sincero farà cordoglio e sentirà il pungiglione del dolore che abbiamo provocato\. *Eloì, Eloì, lamà sabactàni* \(Marco 15:34\) ricade sulle nostre teste\. Dio lo abbandonò a causa delle nostre trasgressioni\. Le nostre relazioni macchiate dall’orgoglio, la presunzione e la ribellione lo condussero a una simile sorte\.

> Foste voi, peccati miei, peccati crudeli,  
>  i suoi principali tormentatori\.  
>  Ognuno dei miei misfatti fu un chiodo,  
>  e l’incredulità la lancia\.  
>  Foste voi a far scendere la vendetta  
>  sul suo capo innocente:  
>  Spezzati, spezzati, cuore mio; oh, scoppino i miei occhi\!  
>  E lascino sanguinare il mio dolore\.  
>  Colpisci, o potente grazia, la mia anima di pietra,  
>  finché fluiscano acque che la sciolgano,  
>  e il profondo pentimento sommerga  
>  i miei occhi nel dolore e nell’afflizione»\. –Watts

I funerali sono tradizionalmente occasione di pianto\. Ognuno di noi passerà lentamente accanto al feretro e fisserà intontito il cadavere della propria natura peccaminosa che ci guarda a sua volta\. Tutte le cose vane che più ci avevano sedotto giacciono esanimi nella tomba\. Il nostro ultimo addio, bagnato di lacrime, va detto all’amore di sé, all’interesse personale, all’egocentrismo, alla fiducia in sé e all’autocommiserazione, mentre ci sforziamo di accogliere le ultime parole del nostro Signore\.

> Così, potrei nascondere il mio volto arrossito,  
>  mentre appare la sua cara croce\.  
>  Sciogli il mio cuore nella riconoscenza,  
>  e riempi i miei occhi di lacrime\. –Watts

### …i vostri figli

Non solo siamo responsabili della lancia romana che gli trafisse il fianco, ma dobbiamo considerare anche i Giudei che quel giorno memorabile parlarono a nostro nome: *…Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli –Matteo 27:25\.* Quanto poco abbiamo considerato la nube minacciosa dell’ira divina che abbiamo attirato sui nostri figli\. Molti genitori si sottraggono alla responsabilità trascurata che hanno nei confronti del benessere spirituale della loro prole\. Nessuno di noi può cambiare gli errori commessi nell’educare i propri figli, ma il minimo che possiamo fare è trascorrere i nostri giorni piangendo per il cattivo esempio che siamo stati e per le difficoltà che abbiamo creato alla loro conversione\. Mentre l’ambiente intorno a noi continua a deteriorarsi e a crollare, dovremmo considerare con attenzione e con le lacrime agli occhi il loro futuro, a ogni svolta\. Giobbe lo fece\. Quanto più dovremmo farlo noi? *…quando il paese peccherà contro di me, commettendo una grave infedeltà, allora stenderò la mia mano contro di esso e gli spezzerò il sostegno del pane… Anche se Noè, Daniele e Giobbe fossero in mezzo a esso, com’è vero che io vivo, dice il Signore, l’Eterno, essi non salverebbero né figli né figlie; soltanto essi salverebbero la loro anima per la loro giustizia –Ezechiele 14:13\-20\.*

### …il peccato della nazione

*Ecco, i giorni vengono nei quali si dirà: Beate le sterili, i grembi che non hanno partorito e le mammelle che non hanno allattato\. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadeteci addosso\! e ai colli: Copriteci\! Perché, se fanno tali cose al legno verde, che avverrà quando sarà secco? –Luca 23:29\-31\.*

Nella parte conclusiva del suo messaggio, Cristo profetizza la futura distruzione nazionale di Gerusalemme\. Questa abominazione portò Gerusalemme alla desolazione nel 70 d\.C\., e da allora nessuna atrocità l’ha superata\. La nostra nazione è sull’orlo del giudizio di Dio: quale sarà la nostra sorte? Dovremmo trascorrere le nostre ore facendo pressioni per avere leader migliori, perseveranza religiosa e programmi contro l’aborto e i gay? Faremmo meglio a trascorrere il nostro tempo al fianco di Daniele, Neemia, Esdra e innumerevoli altri, confessando il nostro peccato e il peccato del nostro popolo Israele, e presentando la nostra supplica davanti al SIGNORE, nostro Dio\. \(vedi Daniele 9:4\-20\)

### …i compagni di fede

*Oh, fosse la mia testa un’acqua e i miei occhi una fonte di lacrime, per piangere giorno e notte gli uccisi della figlia del mio popolo\! –Geremia 9:1\.* Non dobbiamo guardare lontano per restare delusi dalla vita dei nostri compagni di fede, poiché alcuni *si sono già sviati per seguire Satana –1 Timoteo 5:15\.* Non occorre una mente spirituale per giudicare e bollare simili follie\. È del tutto naturale diventare sarcastici, scuotere la testa e proclamare ad altri il loro errore\. Ci vogliono amore e premura per versare in loro favore una lacrima di pentimento\. Il re Saul si era allontanato dal seguire il Signore e *…Samuele ne fu addolorato e gridò al SIGNORE tutta la notte –1 Samuele 15:11\.*

### …i peccatori impenitenti

Quelli di noi che riescono a trovare lacrime per il Salvatore morente dovrebbero davvero serbarle per le anime per le quali la morte *è solo l’inizio dei mali\. Queste anime portano in seno lo strumento della propria distruzione\. Il peccato è la croce a cui l’anima sarà inchiodata, e le abitudini e le depravazioni sono i chiodi\! L’anima porta il proprio peccato e ama portarlo\! Guardate, va verso l’esecuzione, ma a ogni passo ride\! Ogni passo la conduce verso l’inferno, eppure si diverte\! Ecco, l’infatuato schernisce la voce che lo avverte, e ogni scherno che pronuncia accresce la sua colpa\! Guardate al suo esito, al suo esito senza fine; guardatelo con fermezza, con sguardo calmo e lacrimoso: non è uno spettacolo terribile? Ma che dire se contemplaste voi stessi come in una visione, o vedeste vostro figlio nello specchio della profezia? Se è il vostro caso, vi supplico: pentitevi dei vostri peccati, fate cordoglio per la vostra condizione e volate a Cristo per trovare rifugio\! E se si tratta di vostro figlio, non date tregua al cielo; supplicate continuamente presso il trono della grazia, finché non avrete fatto scendere su di lui una benedizione da Dio\! Non cessate mai di pregare finché i vostri figli e le vostre figlie non saranno approdati sani e salvi alla Rocca dei secoli, e non saranno così al sicuro da non aver bisogno di un’altra roccia che li nasconda nel giorno in cui Cristo verrà\. –sconosciuto*

### …le lacrime eterne

Alcuni anni fa, folle di persone si riversarono nei cinema e piansero guardando il film di Mel Gibson, The Passion of Christ: **ma pochi piansero per il proprio peccato**\. Molti diranno: «Signore, Signore, non ho forse pianto durante quella scena? Non ho forse fatto cordoglio per la tua condizione penosa?»\. Gesù pianse nel Getsemani, su Gerusalemme e presso la tomba di Lazzaro\. Ma le lacrime di Cristo erano eterne ed esenti da ogni motivo illecito e intento egoistico\. Com’è naturale inzuppare il divano di lacrime quando i nostri sentimenti sono feriti\! Lottiamo contro fitte di compassione per la perdita di una persona cara o della nostra reputazione\. Queste sono lacrime terrene\. Se Dio dovesse *…mettere le mie lacrime nel tuo otre… –Salmo 56:8*, quale etichetta vi apporrebbe? *Poiché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza e del quale non ci si pente; ma la tristezza del mondo produce la morte –2 Corinzi 7:10\.*

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  <p>Questo articolo è stato tradotto con l’intelligenza artificiale di OpenAI (modello: gpt-6-luna) e non è ancora stato revisionato da una persona. L’originale inglese è la versione autorevole. In caso di dubbi sul significato, consultare l’originale inglese. <a href="/en/christian-living/weep-for-yourselves/" data-source-article-id="41c0e71a-9a5a-4c3e-a3fa-f235c4b00c3d" hreflang="en">Originale inglese</a></p>
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